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Meursault tra classificazioni, terroir e grandi vigneron

Meursault foto www.winetourism.com

A Meursault la classificazione ufficiale è semplice: non esistono Grand Cru e la piramide qualitativa si divide tra Bourgogne, Villages e Premier Cru. Ma nella realtà la gerarchia più “vera” la costruiscono i vigneron, grazie alla capacità di interpretare parcelle, lieu-dits e micro-differenze di terroir. Vinogodi ci accompagna, a partire da oggi e per i prossimi martedì, alla scoperta di una delle zone più affascinanti della Borgogna.

Mai classificazione fu così “facile” come a Meursault: una piramide qualitativa che non lascia spazio a fraintendimenti… almeno in teoria.
Perché nella pratica, la gerarchia sembra più una scala parallela: vigneron, grandi vigneron, vigneron semidei — senza alcuna corrispondenza ufficiale con geologia, microclima, esposizioni, cloni o storia.

Scherzi a parte, attenendoci alla normativa, a Meursault non esistono Grand Cru. La classificazione si limita quindi a:

  • Bourgogne (Appellation Régional)
  • Meursault (Villages / Appellation Comunale)
  • Meursault Premier Cru (vigneto o village selezionato: sono 19, ma pochi davvero di risonanza assoluta)

L’importanza dei Lieu-Dits

Nella zona, la possibilità di indicare in etichetta il lieu-dit è fondamentale per i vigneron: rappresenta una qualificazione aggiuntiva e spesso decisiva.

Per chiarire: un lieu-dit è il nome storico di una località vitata, cioè un appezzamento (o parte di esso) da cui provengono le uve per produrre un vino.
Pur essendo spesso più ristretto di un climat (parcella con identità viticola riconosciuta), può talvolta essere usato come sinonimo oppure indicare zone non dotate di una denominazione ufficiale.

Il “caso” Perrières: Premier Cru (ma da Grand Cru?)

Rilievi qualitativi e riconoscimento di mercato rendono evidente un’anomalia storica: il Premier Cru Perrières, almeno, avrebbe potuto essere classificato come Grand Cru.

Ma come spesso accade in Borgogna — e qui in modo amplificato — è la mano del vigneron a fare la differenza, valorizzando con maestria e artigianalità suprema la personalità dei vini, indipendentemente dalla classificazione.

Storia antichissima e nome misterioso

La storia di Meursault e delle sue vigne è antichissima: alcuni riferimenti bibliografici parlano addirittura della fine del primo millennio o dell’inizio del secondo, in gran parte per opera dei frati cistercensi.

L’origine del nome Meursault è controversa, ma la teoria più diffusa lo collega al latino “Muris Saltus”, cioè “salto del topo”, in riferimento a un ruscello che attraversa la città.

Chardonnay sovrano (con qualche eccezione coraggiosa)

Nonostante qualche produttore abbia il coraggio di piantare Pinot Nero o altre uve a bacca bianca come Aligoté e Pinot Blanc, il re della regione resta lui: lo Chardonnay, declinato in stili molto diversi, dal più immediato al più profondo.

Terroir e clima: dolci pendii e grandi sfumature

I pendii di Meursault sono dolci e ondulati: si va dai 200 metri fino a quasi 450 metri di altitudine.
Il sottosuolo è composto da argilla, calcare e sabbia, mentre i terreni superficiali presentano loess e scisti, ricchi di ferro, manganese e magnesio.

Il clima alterna estati calde e inverni freddi. Esposizione, altitudine ed escursioni termiche incidono in modo determinante sul profilo dei vini: variabili ma sempre gestite con grande abilità dai migliori produttori della zona.

Nota dolente: i prezzi (e l’equazione Meursault)

Secondo la mia esperienza, per calcolare il prezzo X di un vino di Meursault basta risolvere un’equazione a più variabili: X = (Produttore + Classificazione + Annata + indice di reperibilità) × Fattore di speculazione
(spesso un moltiplicatore senza decimali…).

Per semplificare: basta consultare Wine Searcher senza spaventarsi.

Assaggi: Village e Lieu-Dit di “Grandi Vigneron” (più un intruso semidio)

Meursault 2022 Thierry et Pascal MatrotMeursault 2022 Thierry et Pascal Matrot

Punteggio: 93/100
Prezzo medio: € 110 

100% Chardonnay. 12 mesi sur lies in fûts di rovere (botti usate, da 1 a 5 anni). Giallo dorato scarico, con riflessi verdolini. Profumi leggiadri ma ben riconoscibili: frutta bianca, arachidi, pepe bianco. Bocca giovanissima, con acidità viva e struttura solida. Elegante.

Meursault Les Narvaux 2015 Domaine MichelotMeursault Les Narvaux 2015 Domaine Michelot

Punteggio: 94/100
Prezzo medio: € 140 

100% Chardonnay. Barrique. Oro relativamente carico ma luminoso. Profumi raffinati e complessi, seppure non troppo intensi, floreali e lievemente balsamici: fiore di mandorlo, gelsomino, camomilla. Bocca fresca “con giudizio”, glicerica, ampia, avvolgente. Finale di media lunghezza.

Meursault Monopole Clos de Mazeray 2009 Domaine Jacques Prieur

Meursault Monopole Clos de Mazeray 2009 Domaine Jacques Prieur

Faccino DoctorWinePunteggio: 95/100
Prezzo medio: € 110 

Monopole di 2,87 ettari.
100% Chardonnay. 17 mesi in fûts di rovere. Oro ricco e profondo, con evoluzione importante ma stabile. Profumi avvolgenti di frutta matura: melone e giuggiole. Bocca morbida, strutturata, quasi “grassa”, rotonda e avvolgente.

Meursault 2016 Domaine RoulotMeursault 2016 Domaine Roulot

Faccino DoctorWinePunteggio: 95/100
Prezzo medio: € 320 

Un Meursault “base” di uno dei produttori classificati semidei nella “scala Vinogodi”, perfetto però per chiudere l’introduzione alla zona (seguiranno altre puntate…).
100% Chardonnay. Circa 12 mesi in fût sulle fecce seguiti da 6 mesi in acciaio, con uso moderato di legno nuovo. Colore sorprendentemente integro: oro pallido con nuance verdognole. Profumi elettrizzanti per intensità e sulla via per la complessità: fiori freschi, mela Golden, spezie finissime, mandorla. Bocca energica, fine, carezzevole, caratterizzata da un binomio da ossimoro: freschezza e calore.
Costicchia, ma resta ancora (relativamente) accessibile, anche se difficile da reperire.

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