Vitigno simbolo della Campania, il Piedirosso – o per’ ’e palummo – racconta il territorio con voce sottile e identitaria. Elegante, poco tannico e naturalmente fresco, cambia volto a seconda dei suoli e dei climi in cui nasce. Vesuvio, Campi Flegrei e Sannio sono i tre grandi areali che ne definiscono lo stile, offrendo interpretazioni diverse ma coerenti di una delle uve più affascinanti del Sud Italia. Ce ne parla Antonella Amodio.
Il Piedirosso, cuore rosso della Campania, è un vitigno che intreccia terra, storia e rinascita. Il suo nome dialettale, per’ ’e palummo (“zampa di piccione”), richiama il colore del peduncolo rosso del grappolo. Capace di esprimersi in versioni snelle e immediate come in interpretazioni più strutturate e longeve, è un vino trasversale, grande alleato della cucina regionale e sempre più centrale nel racconto enologico campano.
Le origini del Piedirosso, tra storia e incertezza

Le origini del Piedirosso restano avvolte in un velo di incertezza: non si conosce con precisione quando questa varietà abbia fatto la sua comparsa. È certo, però, che fosse già presente nella prospera Campania Felix, dove autori dell’epoca – tra cui Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia – la citano come presenza illustre nel panorama viticolo.
Molti secoli dopo, nel 1804, Nicola Columella Onorati descrive il rachide del grappolo come caratterizzato da una tinta rossa che richiama il colore delle zampe dei piccioni, un’immagine che chiarisce l’origine del nome Piedirosso. Iscritto ufficialmente nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite nel 1970, in passato è stato spesso utilizzato come vino da taglio per ammorbidire l’Aglianico. Oggi la superficie vitata nazionale è di circa 700 ettari (dati Assoenologi).
Identità e profilo del vitigno
Il Piedirosso è uno dei pilastri dell’enologia campana, una delle uve a bacca rossa più diffuse e, allo stesso tempo, la voce più riconoscibile del territorio vitivinicolo napoletano. È un vitigno dall’eleganza discreta, mai ostentata, capace di offrire espressioni molto diverse a seconda del terroir.
L’esistenza di tre areali principali – Vesuvio, Campi Flegrei e Sannio – è particolarmente significativa: ciascuno imprime caratteristiche specifiche che modellano profondamente il profilo organolettico del vino. Un unico vitigno dialoga così in modo diverso con suolo, clima e pratiche di cantina, pur mantenendo una cifra stilistica comune: veste cromatica dal rubino scarico al granato, tannini contenuti e titolo alcolometrico moderato.
La diffusione del Piedirosso resta relativamente limitata, anche a causa di alcune difficoltà agronomiche: maturazione medio-tardiva, rese non elevate e una certa sensibilità in fase vegetativa che richiede attenzione costante in vigna.
Vesuvio, Campi Flegrei, Sannio: tre terre, un vitigno

Il Piedirosso del Vesuvio
I vigneti vesuviani poggiano su suoli vulcanici composti da cenere, lapilli e sabbia, ricchi di macro e micronutrienti. Le diverse altitudini, la ventilazione marina e il clima mediterraneo favoriscono vini freschi e sapidi. Qui il Piedirosso è storicamente radicato ed è alla base del Lacryma Christi del Vesuvio Rosso DOC, uno dei vini simbolo dell’areale.
Le note primarie che caratterizzano il vino da giovane sono quelle floreali di violetta; con l’evoluzione compaiono sfumature di macchia mediterranea e spezie. I tannini sono morbidi, il sorso è salino e fresco e la componente vulcanica contribuisce a una buona capacità di evoluzione nel tempo.
Il Piedirosso dei Campi Flegrei

L’areale flegreo comprende i territori vulcanici di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Giugliano in Campania, Marano, Quarto e le isole flegree. Il bradisismo accompagna un paesaggio di crateri e fumarole, dove il Piedirosso cresce su rocce piroclastiche e suoli sabbiosi, spesso in terrazze collinari dalle forti pendenze.
Molti vigneti sono ancora a piede franco e non mancano filari centenari. Qui il vino assume tonalità rubino scarico; al naso dominano geranio, violetta e note resinose, mentre il sorso è snello, marcatamente salino e con una caratteristica impronta affumicata. È la base della Campi Flegrei Piedirosso DOC, espressione filiforme ed elegante del vitigno.
Il Piedirosso del Sannio
Nel Sannio beneventano il Piedirosso vanta una lunga tradizione. I vigneti sorgono su terreni collinari marno-argillosi e calcarei, molto diversi dai suoli vulcanici degli altri areali. L’influsso del Monte Taburno porta temperature più fresche e una maturazione leggermente più tardiva.
Il colore vira su tonalità rubino più intense; il profilo aromatico richiama lampone, ciliegia, prugna, con note floreali e pepate. Il sorso è più strutturato, con tannino presente e leggermente affilato, con una buona intensità complessiva. Questa interpretazione rientra nella DOC Sannio e nelle relative sottozone.
In sintesi, un racconto in tre capitoli
Il Piedirosso racconta la Campania in tre capitoli distinti: il Vesuvio con la sua verticalità vulcanica, i Campi Flegrei con salinità ed eleganza, il Sannio con maggiore struttura e profondità. È presente anche, seppur in modo frammentato, nel Casertano, in Irpinia e in Penisola Sorrentina.
Negli ultimi anni l’interesse per questa varietà è cresciuto grazie al lavoro dei produttori e alle sperimentazioni in acciaio, legno, anfora e ceramica. Degustare un Piedirosso significa intraprendere un viaggio attraverso il paesaggio, la storia e la cultura contadina della Campania, scoprendo come un unico vitigno possa dare vita a interpretazioni diverse ma sempre autentiche.
Pompeiano Rosso Agathos 2023 Bosco De’ Medici
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 30,00
100% Piedirosso. Tonneau per 12 mesi. Bio. Rosso granato, luminoso. Olfatto di macchia mediterranea e frutta rossa. Il sorso è pieno, salino e persistente.
Lacryma Christi del Vesuvio Rosso Munazei 2023 Casa Setaro
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 15,00 QP
100% Piedirosso. Acciaio. Bio. Rosso rubino, brillante. Lo spettro olfattivo ricorda la violetta e le note affumicate, mentre il sorso rimane verticale, fresco, salato e persistente.
Vesuvio Rosso 2022 Cantine Olivella
Punteggio: 93/100
Prezzo medio: € 28,00
80% Piedirosso, 20 % vitigni locali a bacca nera. Anfora di terracotta per circa 9 mesi. Rosso rubino con unghia granato. Profumi di spezie, aghi di pino e menta. Bocca ampia, tannino integrato, sapido e fresco.
Campi Flegrei Rosso Vigna Cigliano Solfatara 2020 Cantine Federiciane
Punteggio: 93/100
Prezzo medio: € 20,00
70% Piedirosso, 25% Aglianico, 5% Marsigliese. 50% acciaio inox e 50% tonneau. Rosso granato, trasparente. I profumi rimandano al ribes nero, alla mentuccia e sottobosco. Progressivo all’assaggio, snello e molto persistente.
Campi Flegrei Piedirosso Vigna Madre 2023 La Sibilla
Punteggio: 94/100
Prezzo medio: € 25,00
100% Piedirosso. Sei mesi sulle fecce fini. Rosso granato. Naso orientato su note di prugna, mirtilli e nuance affumicate. Bocca ampia, tannino completamente integrato, sapido, avvolgente e persistente.
Campi Flegrei Piedirosso Colle Rotondella 2024 Cantine Astroni
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 15,00 QP
100% Piedirosso. Acciaio. Rubino luminoso. Profumi di prugna fresca, ribes rosso e foglia di pomodoro. Il sorso è armonico, snello e persistente. La chiusura evidenzia la nota fumé.
Sannio Piedirosso Cantone Janare 2024 La Guardiense
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 18,00 QP
100% Piedirosso. Barrique. Rosso granato, luminoso. Olfatto di frutta rossa e spezie. Ampio e largo al sorso, con freschezza e salinità in primo piano.
Sannio Piedirosso 2023 Cantine Iannella 1920
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 10,00 QP
100% Piedirosso. Acciaio. Rosso rubino intenso. Profumi di frutta rossa, in particolare lampone e ribes. Al gusto è fresco, appena tannico e molto intenso.
Sannio Sant’Agata dei Goti Artus 2021 Cantine Mustilli
Punteggio: 94/100
Prezzo medio: € 24,00
100% Piedirosso. Vasi di ceramica per 10 mesi. Rosso granato, luminoso. Profumi di pepe nero, viola appassita e prugna. Sorso ampio, agile e molto persistente. Un vino sottile ed elegante.



