Dopo molti anni, Gianni Fabrizio lascia la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, di cui era co-curatore e una delle firme più autorevoli. Un passaggio che segna la chiusura di un lungo percorso nella sua storia di critico enologico “puro”.
Nato a Ginevra nel 1966, degustatore di grande esperienza e profondo conoscitore del vino italiano e piemontese in particolare, ha contribuito per decenni a costruire uno dei sistemi di riferimento più influenti del settore. Oggi indica una nuova direzione: raccontare il vino in modo più umano, tra cultura, territori e sensibilità.
L’addio, a poche settimane dall’inizio delle degustazioni per la nuova edizione della guida, lascia spazio a qualche domanda sulle modalità di questa scelta, ma il desiderio di lasciare il mondo delle guide, che iniziava a stargli un po’ stretto, era noto agli amici.
Nel tracciare il suo bilancio, Fabrizio invita a ripensare il racconto del vino: meno ossessione per i punteggi e più spazio alle emozioni, senza rinnegare il valore della valutazione.



