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Cesarini Sforza: come nasce una Riserva

Cesarini Sforza cantina

Altitudine, tempo e maestria: sono questi gli ingredienti con cui Cesarini Sforza costruisce Aquila Reale, il suo Trentodoc Riserva. Un progetto nato nel vigneto e che unisce altitudine, rigore produttivo e lunghissimi affinamenti, per raccontare la montagna con eleganza e precisione. Ce ne parla Sissi Baratella.

Vino Riserva è un concetto molto italiano, ci teniamo proprio a questa menzione in etichetta. 

Per il consumatore medio assume nel parlato comune la connotazione di “vino buono”, anzi il migliore. Così effettivamente dovrebbe proprio essere. La Riserva dovrebbe rappresentare il vino migliore o quanto meno il più importante. Il vino dell’attesa, quello selezionato già a partire dalle uve. Quello che forse non c’è tutti gli anni e che si realizza in un numero limitato di bottiglie. 

Riserva corrisponde spesso anche a quello che costa di più, che si traduce in quello per cui vale la pena spendere un po’ di più e vale la pena attendere. Siamo soliti parlare di vini importanti, delle punte di diamante aziendali. Ma come nascono questi vini e perché, spesso non abbiamo occasione di narrarlo. 

Cesarini Sforza Responsabile produzione Cesarini Sforza
Cesarini Sforza Responsabile produzione Cesarini Sforza

Ho chiesto ad Andrea Buccella, enologo responsabile della produzione di Cesarini Sforza, di raccontarmelo. 

Ecco come, proprio con l’obiettivo di produrre il vino più importante dell’azienda, partendo da una selezione di uve da un vigneto specifico, nasce Trentodoc Riserva Aquila Reale di Cesarini Sforza. 

Il progetto

Cesarini Sforza Maso Set
Cesarini Sforza Maso Sette Fontane

Dalla stessa azienda viene definito il prodotto del dialogo tra altitudine, tempo e maestria

Tutto nasce nel vigneto. Maso Sette Fontane, cru vocato della Val di Cembra a 500 metri di altitudine e a conduzione biologica (non certificata). Un vigneto esposto a ovest che guarda la Paganella e vede la fine della Valle dei Laghi. Qui si intrecciano suoli di natura diversa, dove a dominare è la matrice dolomitica, ricca anche in ciottoli. 

Siamo all’inizio della Val di Cembra, valle che in Trentino è tra le più fredde perché costituisce un continuo con la Val di Fiemme, situate più a nord. Tra le due vallate non esistono confini naturali, i venti freddi da nord scendono senza impedimento e uniti all’altitudine e alle diverse esposizioni fanno sì che le uve della Val di Cembra maturino sempre in maniera particolare, mantenendo freschezza e ritardando di qualche settimana la raccolta.

Il vino Aquila Reale

Cesarini Sforza pupitre spumanti
100% Chardonnay che deriva da una selezione accuratissima.
Solo le uve migliori e solo nelle annate vocate. La possibilità di scelta non manca e questo rende le operazioni di cantina precise e l’obiettivo mirato. Uve sane, con un grado di maturazione non eccessivamente avanzato.
I grappoli interi vengono pressati delicatamente con torchio Marmonier a scongiurare cessione di note vegetali.
L’obiettivo, annata permettendo, è di produrre circa 7.000 bottiglie all’anno, che riposano sui lieviti per 90 mesi e a cui a seguito della sboccatura viene assegnato un dosaggio di circa 2,5 g/l. Il risultato è un vino importante senza rinunciare a un’ottima capacità di beva. Snello e verticale, come un vino di montagna deve essere. 

Cesarini Sforza cestoni spumanti
La prima annata fu il 1996. Ad oggi Aquila Reale si presenta con un colore brillante giallo dorato e un perlage verticale molto intenso. Profuma di frutta matura, ma preserva il carattere di montagna e di quei climi freddi, dove le ore di sole sono calde sì ma sono poche e preziosissime.

Lo Chardonnay che in Trentino, Val di Cembra inclusa, sta diventando il vitigno maggiormente rappresentato proprio per la realizzazione di basi spumanti si conferma una varietà straordinaria. Versatile e generosa.
Con le rifermentazioni in bottiglia sa lasciare quel giusto spazio al metodo di esprimersi concedendo lentamente note di panificazione e pasticceria. Aquila Reale profuma anche di miele e frutta gialla matura, a tratti tropicale. Al palato racconta invece della freschezza dei venti e della sapidità delle rocce nei vigneti. Piacevolmente persistente il suo è un racconto composto, senza mai eccedere o uscire dal seminato.

Nella Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026 l’abbiamo premiato con un punteggio degno di un vino così importante. Punteggio confermato per tipicità e coerenza con territorio e tipologia di vino. Nota di merito: il prezzo, accessibile. 

Trentodoc Riserva Aquila Reale 2015 Trentodoc Riserva Aquila Reale 2015 Cesarini Sforza

Faccino DoctorWinePunteggio: 97/100
Prezzo medio in enoteca: € 60,00 

100% Chardonnay. Metodo classico, 90 mesi sui lieviti, 2,5 g/l di zucchero. Giallo dorato molto brillante e dal perlage vivace. Al naso emergono note intense e riconoscibili legate alla sosta sui lieviti che lasciano spazio poi a frutta gialla e tropicale. Accenni freschi più vegetali e note di scorza di limone. Corposo e cremoso al palato, finisce salato. Lascia sensazioni di bergamotto e un’acidità a ricordare il lampone e i piccoli frutti. 

PRODUTTORI

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