Situata a Panzano in Chianti, una delle Uga dove il Sangiovese è potente e strutturato, la Tenuta Casenuove – sotto l’impulso del nuovo proprietario Philippe Austruy e la spinta del direttore Alessandro Fonseca – si presenta agguerrita e pronta per le sfide del futuro. Ce ne parla Sissi Baratella.
Tenuta Casenuove è ufficialmente entrata nella sua epoca moderna. Questo solo dopo essere passati attraverso “Medioevo e Rinascimento”, che rispettivamente vanno dal 2015 al 2018 e dal 2019 al 2021. Dal 2022 ad oggi possiamo finalmente ritenerci arrivati in quello che per Tenuta Casenuove è e sarà il futuro. Ben dieci anni di passaggio di consegne tra il territorio, la nuova proprietà e il nuovo team più affiatato che mai.

Tenuta Casenuove si trova nella zona del Chianti Classico Docg. A metà strada tra Siena e Firenze, a Panzano in Chianti. Tecnicamente rientriamo nel comune di Greve in Chianti ma Panzano rivendica la sua identità e indipendenza sotto forma di Uga. La più vitata dell’areale e quella che al contempo vanta di un’ottima, e ben distribuita biodiversità con presenza di boschi e ulivi. Qui il Sangiovese è potente, dà vini alcolici e strutturati, regala sentori di frutto rosso e nero e tannini che, in base al versante, sanno essere più o meno eleganti ma sempre presenti e tenaci.
La Tenuta
Con i suoi 120 ettari, la tenuta viene acquistata da Philippe Austruy nel 2015: imprenditore, collezionista d’arte e amante del buon vino, già proprietario di altre tenute vitivinicole in Europa. Fu dunque nel 2015 che iniziò la rivoluzione, da subito affidata a Alessandro Fonseca. Il direttore dal punto di vista della produzione è affiancato dal giovane enologo Cosimo Casini, a sua volta assistito in cantina dalla caparbietà di Maria Sole Zoli, enologa pure lei.
Nuovi impianti in vigna (da 14 ettari vitati iniziali al raddoppio), conduzione biologica certificata, nuovi spazi adibiti alla produzione dove devono regnare ordine, tecnologia, funzionalità e pulizia. Nuovi materiali, come la ceramica, e tanta sperimentazione anche in collaborazione con istituti universitari.
Il risultato oggi sono vini rispettosi del vitigno e della tipologia di vino, necessariamente figlio di un’unità geografica che non teme di raccontarsi con gradi alcolici sostenuti, ma tanta complessità e equilibrio per un risultato che non è out of fashion ma piuttosto un solido riferimento.
La conoscenza e il percorso di rinascita

Ci sono voluti quattro anni per conoscersi dovendo ereditare vigneti e vini. Le attrezzature in realtà furono sostituite e integrate fin da subito inserendo nuovi legni, mantenendo cemento, acciaio. Tra gli interventi più rilevanti in campo, il passaggio dalla forma di allevamento da cordone a guyot. Il risultato: grappoli dalla maturazione più omogenea, tendenzialmente spargoli e molto equilibrati.
L’85% della produzione è a bacca Sangiovese, con rese naturalmente scarse attorno ai 40 q/ha. Tra le rivoluzioni in cantina sicuramente l’introduzione di varietà complementari come il Canaiolo, oggetto di studi e sperimentazioni anche in collaborazione con l’Università di Enologia di Pisa. L’utilizzo di macerazioni carboniche parziali, l’utilizzo del freddo sui grappoli, prezioso alleato per garantire integrità del frutto e estrazioni ottimali. Per quanto riguarda i legni sempre più grandi a discapito delle barrique.
A seguito dell’assaggio di 10 annate di Chianti Classico, vino tipicamente d’annata, il percorso e la direzione aziendale sono piuttosto chiari e molto in linea con quello che ci si aspetta. La parola chiave risulta essere frutto, croccante, fresco. Il tannino presente e immancabile, ma maturo. Un vero e proprio supporto alla struttura che grazie a basi solide non risulta invadente. Emerge talvolta, in base all’annata e al suo stato evolutivo, qualche accenno balsamico omaggio forse all’utilizzo del legno, forse ai boschi circostanti.
La produzione

Attestata attorno alle 80.000 bottiglie all’anno, circa. Incentrata su Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione. Fa capolino anche una versione più scanzonata di Sangiovese, in rosa e rifermentata in autoclave, piacevole e perfetta per le giornate estive. La Tenuta infatti è anche accoglienza con camere e suite di lusso.
Chianti Classico 2022
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 25,00
95% Sangiovese, 5% Canaiolo. Cernita, segue fermentazione in cemento. Maturazione per 12 mesi tra cemento e legno grande. Rubino intenso. Naso fruttato con spiccate note di susina e ciliegia. Al palato è equilibrato e dalle sensazioni cremose. Il tannino tenace persiste gradevolmente donando profondità al sorso.
Chianti Classico 2023
Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 25,00
95% Sangiovese, 5% Canaiolo. Cernita, segue fermentazione in cemento. Maturazione per 12 mesi tra cemento e legno grande. Rubino intenso, al naso regala da subito note balsamiche. L’attacco anche al palato è speziato con note di frutta scura. La sensazione complessiva è di morbidezza e a tratti dolcezza data da una complessità non indifferente.





