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Vinitaly meglio del previsto

Vinitaly 2026

Le Cassandre che prevedevano un ridimensionamento del Vinitaly sono state smentite dai fatti. Meno visitatori, è vero, ma un pubblico più professionale. Per chi ha saputo preparare la fiera, i risultati sono stati positivi. Anche noi di DoctorWine siamo contenti: masterclass seguitissime, molti visitatori agli erogatori, il nostro team scatenato tra i vari stand a raccogliere novità e assaggiare nuove annate.

Molti pensavano che il Vinitaly del 2026 sarebbe stato disastroso. Perché la situazione internazionale è quella che è, e il mondo del vino non è un mondo a parte. Perché il Vinitaly arrivava dopo Wine Paris e dopo la Prowein di Düsseldorf. Perciò molto pubblico professional era andato altrove e precedentemente. 

Invece no. Il Vinitaly è andato abbastanza bene per molti produttori. Segno che ancora rappresenta il punto di riferimento per i vini italiani, che, ricordiamolo, sono i più esportati del mondo per quantità, cosa che a volte si dimentica. 

La presenza in fiera va preparata

Parlando con molti espositori è venuto fuori che il Vinitaly di quest’anno ha avuto un po’ meno visitatori, 90 mila anziché 97 mila, ma più professionali. Chi ha saputo preparare la sua presenza, ha avuto molti clienti, rappresentanti e importatori e meno pubblico generalista. 

Un segno dei tempi, ovviamente. Ma anche il risultato della politica della Fiera di Verona che ha aumentato i prezzi dei biglietti, quest’anno arrivati a 125 euro, e limitato la presenza per chi non era parte di “trade” e di stampa. Meno Oktoberfest e più manifestazione specifica e professionale, insomma. Poi, sarebbe interessante capire quanti di quei settemila ospiti in meno facevano parte di quelle categorie. 

The DoctorWine Selection

Vinitaly team DoctorWine
Da sinistra: Francesca Granelli, il curatore della Guida Essenziale Riccardo Viscardi, il caporedattore Stefania Vinciguerra, il direttore Daniele Cernilli, la segretaria di redazione Iolanda Maggio, Marco Manzoli, Luigi Buonanno, Carmine Galasso


Noi, nel nostro piccolo, abbiamo avuto
più presenze dello scorso anno, sia fra coloro che hanno partecipato alle undici masterclass organizzate nel nostro stand, sia fra quelli che sono venuti ad assaggiare gli oltre settanta vini a disposizione nei dispenser. 

Siamo contenti, ovviamente, anche perché tutto questo smentisce in parte le previsioni negative che per noi non si sono verificate. E non si sono, alla fine, verificate neanche per chi ha saputo organizzare la propria presenza in fiera. Per ora va bene così. 

Un mondo ancora vivo

Il Vinitaly purtroppo non ha il potere di far finire guerre, di eliminare dazi e neanche di opporsi a una vulgata negativa sul consumo moderato del vino. Però ha dimostrato che il mondo del vino è ancora vivo. Non è poco.

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