Tra Albugnano e Cocconato, la Riviera del Monferrato mette in rete borghi, vigneti e tradizioni del Nord Astigiano. Un paesaggio segnato dall’antico mare, dove Barbera, Freisa e Malvasia affiancano il Nebbiolo. Il progetto Albugnano 549 valorizza quest’ultimo attraverso il lavoro condiviso dei produttori, mentre il territorio si racconta anche come meta di turismo enogastronomico. Ce ne parla Luciano Pavesio.
Il Monferrato non è soltanto un concetto geografico, ma un’entità storico-sociale plasmatasi nei secoli attorno alla caratteristica sagoma a ferro di cavallo, definita dalle Marche feudali del Medioevo. In questa terra, storicamente legata più all’identità delle sue comunità che a singole grandi città, affonda le radici la celebre leggenda del marchese Aleramo e della sua cavalcata.
Oggi, un progetto territoriale ed enologico rinnova questa narrazione: “Smetti di cercare l’orizzonte. Sei appena arrivato in un mare di collina” è lo slogan ufficiale del brand turistico Riviera del Monferrato. Il Progetto è promosso dall’Enoteca Regionale di Albugnano guidata dal Presidente Davide Gasperini, insieme all’Enologo Giampiero Gerbi, al Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato rappresentato da Luigi Dezzani e ai sindaci degli 11 Comuni coinvolti (Albugnano, Moransengo-Tonengo, Aramengo, Castelnuovo Don Bosco, Moncucco Torinese, Passerano Marmorito, Robella, Cerreto d’Asti, Cocconato, Pino d’Asti e Buttigliera d’Asti).
Le tracce dell’antico mare
La definizione “Riviera” non è un semplice vezzo poetico, ma richiama l’origine geologica del territorio. Milioni di anni fa, queste terre erano occupate dal mare: i sedimenti ricchi di minerali depositati sui fondali con lo scioglimento progressivo dei ghiacciai e le successive trasformazioni geologiche hanno contribuito a modellare il paesaggio e i suoli che oggi ospitano i vigneti. Nacquero così le prime Terre Emerse, tra cui la Collina Torinese, estesa da Torino fino ai confini dell’attuale Oltrepò Pavese.
L’areale di Albugnano, arroccato sulla collina più alta del Monferrato a 549 metri di altitudine, poggia su un singolare “cuore di gesso” originatosi da sorgenti solforose — ben visibile, ad esempio, nella cava di gesso di Moncucco — che dona ai vigneti la caratteristica terra chiara e argilloso-calcarea. Dal Belvedere di Albugnano si gode di una maestosa vista a 360 gradi con il Monviso sullo sfondo, che restituisce una percezione immediata di ariosità e grande respiro spaziale.
Tra Vezzolano e Cocconato
Storicamente nato come territorio di villeggiatura con dimore edificate al margine o all’interno dei vigneti, l’areale ospita anche la monumentale Abbazia di Vezzolano, luogo simbolo del legame tra la storia medievale e la coltivazione della vite.
Poco distante sorge Cocconato, la cosiddetta “Riviera del Monferrato” storicamente intesa, situata a 491 metri di altitudine. Il suo microclima eccezionalmente mite e protetto consente da secoli la presenza di ulivi e piante mediterranee.
Barbera e Freisa nella tradizione locale
La Barbera resta uno dei pilastri dell’enologia piemontese e nell’Astigiano offre un’ampia varietà di espressioni, dal monovarietale ai classici assemblaggi di sottozona. Vitigno produttivo, ricco di colore e di marcata acidità, trova nei suoli calcari e leggeri a ovest e in quelli argillosi verso est sfumature differenti. Ad Albugnano rappresenta però circa il 20% della superficie vitata, dando vita a vini che si fanno apprezzare soprattutto nei primi tre o quattro anni di vita.
Accanto alla Barbera, la Freisa, strettamente imparentata con il Nebbiolo e dal ricco patrimonio polifenolico, ha trovato tra gli anni Settanta e Ottanta una delle sue espressioni più diffuse nei vini frizzanti. Una tipologia ben inserita nella gastronomia locale: l’anidride carbonica rende il sorso immediato e piacevole, accompagnando i corposi antipasti e secondi piatti monferrini.
Molto interessante anche la piccola realtà enologica della Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, prodotta con i vitigni aromatici Malvasia Nera Lunga e Malvasia di Schierano. Un vino ideale per i dolci del territorio, a cominciare dalla torta di nocciole.
Il Nebbiolo e il progetto Albugnano 549

Il protagonista delle colline più alte di questo territorio rimane però il Nebbiolo, che ad Albugnano trova un’espressione distinta da quelle delle altre aree piemontesi. Originario delle zone alpine (Valtellina, Bassa Valle d’Aosta e Alto Piemonte), si è diffuso nelle Colline Torinesi grazie alla Casa Savoia e fu introdotto ad Albugnano attraverso scambi commerciali tra i mezzadri.
Per valorizzare questo terroir è nato Albugnano 549: un progetto di collaborazione tra 12 produttori custodi di circa 44 ettari complessivi. Con la supervisione enologica di Giampiero Gerbi, l’obiettivo è produrre un Albugnano Doc da Nebbiolo in purezza, affinato per almeno 18 mesi in legno e 6 in bottiglia. A identificarlo è la “Bottiglia Condivisa”, con il nome inciso in rilievo sulla spalla.,
La Riviera del Monferrato rappresenta così un modello virtuoso di sinergia territoriale puntando sulla collaborazione tra comunità e vignaioli. Altitudine, biodiversità, storia millenaria e una visione condivisa dei vignaioli sono gli elementi con cui spicchio di Nord Astigiano si propone ai visitatori, offrendo un percorso che dalle cantine si allarga ai borghi e al paesaggio.





