La presentazione della Guida Essenziale 2027 al Royal Horseguards Hotel raccontata da Simon Judge, autore del sito britannico Wine Drinker. Pubblichiamo in traduzione italiana il suo resoconto: uno sguardo esterno alla nostra redazione, tra gli assaggi della masterclass e le riflessioni sul vino italiano.
Mercoledì 21 ottobre il Royal Horseguards Hotel di Londra ha ospitato la presentazione di The Essential Guide to Italian Wine 2027, l’edizione inglese della nostra Guida Essenziale ai Vini d’Italia. Un’occasione d’incontro con produttori, stampa e operatori britannici, tra banchi d’assaggio e una masterclass condotta da Daniele Cernilli con Luigi Buonanno.
Tra i partecipanti c’era Simon Judge, autore del sito britannico Wine Drinker, che ha raccontato la giornata in un articolo pubblicato il 22 ottobre. Uno sguardo esterno alla nostra redazione, con impressioni, preferenze e osservazioni che proponiamo ai lettori nella traduzione italiana.
Il testo originale è disponibile su Wine Drinker.
La Guida Essenziale ai Vini d’Italia
di Simon Judge – Wine Drinker

Nell’ottobre 2026 ho partecipato alla presentazione londinese di The Essential Guide to Italian Wine 2027, organizzata da Daniele Cernilli, meglio conosciuto come DoctorWine. Tra i maggiori esperti italiani di vino, Cernilli è un pluripremiato giornalista, autore e docente. È inoltre il curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, per la quale lavora insieme a un gruppo di esperti alla selezione e alla recensione di alcuni dei migliori vini italiani.
Era il quarto anno consecutivo che partecipavo all’evento, che non delude mai. Nel corso degli anni ho assaggiato vini straordinari, comprese, in una precedente edizione, due annate dell’iconico Tignanello. Le masterclass sono sempre particolarmente interessanti e ogni volta torno a casa avendo imparato qualcosa di nuovo sui vini italiani, sui vitigni o sulla vinificazione.
L’occasione era il lancio dell’edizione 2027, la tredicesima della serie. La guida di quest’anno presenta 1.376 (in realtà sono 1.347, n.d.r.) cantine e recensisce 3.476 vini, valutandone la qualità con un sistema di punteggio in centesimi. Un lavoro imponente, che offre un prezioso riferimento a chiunque desideri esplorare la varietà del vino italiano.
Ospitato al Royal Horseguards Hotel di Londra, l’evento ha riunito numerose aziende italiane di primo piano. Tra i produttori presenti figuravano Tua Rita, Monviert, Podere Forte, Terrecarsiche, Tenuta Santa Caterina, Barba, Umani Ronchi, Sergio Mottura e Masciarelli.
Il programma affiancava una degustazione ai banchi d’assaggio a una masterclass. Per una curiosa coincidenza, tutti i vini tranne uno che avevo scelto autonomamente durante il mio primo giro tra i banchi erano presenti anche nella masterclass. Per questo motivo ho concentrato il racconto su quest’ultima, che proponeva 16 vini. A condurla era Daniele Cernilli, affiancato da Luigi Buonanno, responsabile vendite di Berkmann Wine Cellars nel Regno Unito. La sequenza prevedeva sei bianchi seguiti da dieci rossi.

I sei vini bianchi
Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera 2025 – Cantine Lunae Bosoni, Liguria
Abbiamo iniziato dalla Liguria con un Vermentino di Cantine Lunae Bosoni. Piacevoli note di pesca si accompagnavano a una lieve vena salina, che aggiungeva freschezza e interesse. Il Vermentino sta diventando sempre più popolare nel Regno Unito.
Colli Maceratesi Ribona Angera 2025 – Il Pollenza, Marche
È seguito un vino da Ribona, un vitigno marchigiano ancora relativamente poco conosciuto. Offriva profumi muschiati e di albicocca, seguiti da una fresca acidità e da un finale sorprendentemente lungo.
Civitella d’Agliano Grechetto Poggio della Costa 2024 – Sergio Mottura, Lazio
Sergio Mottura è considerato uno dei produttori di riferimento per il Grechetto. Il vino presentava note di frutta esotica, pesca e agrumi, insieme a una leggera trama tannica. Daniele ha spiegato come i vinaccioli possano contribuire a questa consistenza al palato: un interessante richiamo al fatto che i tannini non siano una prerogativa dei vini rossi.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Vecchie Vigne Historical 2021 – Umani Ronchi, Marche
Un Verdicchio particolarmente ricco di profumi, con note di fiori d’arancio, finocchio e mandorla. Aveva un’eccellente persistenza e complessità, senza alcun affinamento in rovere.
Friuli Colli Orientali Bianco Riserva Tricûr 2020 – Monviert, Friuli Venezia Giulia
Tra i bianchi più insoliti e memorabili della degustazione, è stato premiato come miglior vino bianco nella Guida 2027. L’assemblaggio comprende il 50% di Riesling interessato dalla muffa nobile, insieme al 25% di Friulano e al 25% di Ribolla Gialla. Di un intenso colore dorato, offriva note di frutta esotica, zafferano e sfumature sapide. Pieno e complesso, mostrava anche una spiccata vena salina e un finale molto lungo.
Alto Adige Grande Cuvée Terlaner I 2023 – Cantina Terlano, Alto Adige
Il mio bianco preferito della masterclass è stato questa straordinaria cuvée di Cantina Terlano. Composta prevalentemente da Pinot Bianco, per l’88%, con Chardonnay e Sauvignon Blanc a completare l’assemblaggio, aveva profumi intensi. Note di pesca nettarina e pera si arricchivano di sentori di rovere e sfumature sapide, fino a un finale di splendida persistenza. È un vino costoso, ma per me è stato il bianco che più si è distinto nella degustazione.
I dieci vini rossi
Toscana Pinot Nero La Pineta 2024 – Podere Monastero, Toscana
Siamo passati ai rossi con un Pinot Nero toscano di Podere Monastero, l’azienda di Alessandro Cellai, premiato come winemaker dell’anno nella Guida 2027. Aveva profumi splendidi, con note di fragola matura, tannini delicati e una piacevole componente speziata. Un vino elegante ed espressivo, che ricorda quanto la Toscana abbia da offrire anche oltre il Sangiovese.
Grignolino d’Asti Monferace 2021 – Tenuta Santa Caterina, Piemonte
Il Grignolino è un altro affascinante vitigno autoctono italiano. Nonostante il colore relativamente tenue, con lievi sfumature brunite all’unghia, questo vino aveva una struttura tannica ben più importante di quanto l’aspetto lasciasse immaginare. Daniele ha spiegato che gli acini di Grignolino contengono generalmente quattro vinaccioli, che contribuiscono alla marcata tannicità del vitigno. Il vino esprimeva sentori di ribes e ciliegia, accompagnati da sfumature sapide e tannini di intensità medio-alta. La vivace acidità bilanciava magnificamente la struttura tannica.
Montepulciano d’Abruzzo I Vasari Old Vines 2023 – Barba, Abruzzo
Un piacevole Montepulciano d’Abruzzo, con note di ciliegia, prugna e cioccolato. Tannini di media intensità e un lungo finale ne facevano un vino equilibrato e godibile, capace di esprimere la ricchezza del Montepulciano.
Chianti Classico Gran Selezione Greve 2021 – Querciabella, Toscana
Da Sangiovese in purezza, era un vino dal colore intenso, con sentori di ribes nero, ciliegie e frutta scura, accompagnati da calde note speziate. A interessarmi particolarmente era l’equilibrio tra acidità e tannini. L’acidità risultava più pronunciata, suggerendo un buon potenziale d’invecchiamento. La Gran Selezione rappresenta il vertice della classificazione del Chianti Classico.
Barolo Campè 2022 – La Spinetta, Piemonte
La Spinetta rappresenta una generazione relativamente moderna di produttori di Barolo e il suo Campè nasce dal celebre Nebbiolo piemontese. Il vino offriva profonde note di ribes nero e ciliegia, completate da spezie e tannini di media intensità. Un Barolo di grande impatto.
Toscana Rosso Giusto di Notri 2023 – Tua Rita, Toscana
Tua Rita è una delle aziende più stimate della Toscana ed è stata premiata come cantina dell’anno nella Guida 2027. Questo assemblaggio di Merlot e Cabernet aveva un colore molto scuro, con ricche note di frutta nera, lamponi e un caratteristico sentore di eucalipto. Concentrato, complesso e ricco di sapore, era un vino di grande impatto. Durante la degustazione ai banchi avevo apprezzato particolarmente anche il Merlot in purezza di Tua Rita (Redigaffi, n.d.r.), un altro dei momenti migliori del pomeriggio.
Toscana Guardiavigna 2022 – Podere Forte, Toscana
Un altro protagonista della degustazione, Guardiavigna è stato premiato come miglior vino rosso nella Guida 2027, con lo straordinario punteggio di 99/100. Da Cabernet Franc, esprimeva mirtilli, more ed eucalipto, con splendida ricchezza e complessità. Il finale era eccezionalmente lungo, mentre i tannini risultavano sorprendentemente contenuti, di intensità medio-bassa.
Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2020 – Velenosi, Marche
Tornando nelle Marche, abbiamo assaggiato un rosso di corpo, con note di ciliegia nera e spezie, sostenute da tannini di media intensità. Un vino generoso e piacevole.
Gioia del Colle Primitivo Riserva Fanova 2022 – Terrecarsiche, Puglia
Il mio rosso preferito della masterclass arrivava dalla Puglia. Da uve Primitivo, era un vino di corpo, ricco di sentori di frutta nera matura e fichi. Aveva grande profondità e concentrazione, insieme a un finale lungo e appagante.
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Villa Gemma 2020 – Masciarelli, Abruzzo
Abbiamo concluso con Villa Gemma, il rosso simbolo di Masciarelli. Deciso e concentrato, offriva note di mora, ciliegia scura, liquirizia e cacao, con tannini di media intensità a sostenerne la struttura. Un Montepulciano d’Abruzzo potente e complesso, degna conclusione di un’eccellente masterclass.
Il vino e il decanter
Una delle domande interessanti emerse durante la masterclass riguardava la decantazione. In una precedente degustazione di vini italiani avevo parlato con un sommelier italiano, che mi aveva fatto notare come in Italia si ricorra raramente al decanter. È stato quindi interessante sentire Daniele esprimere un’opinione simile. Secondo lui, scegliendo un calice della forma giusta, il vino può ossigenarsi più efficacemente nel bicchiere che nel decanter. Immagino che questo dipenda in parte dal rapporto tra la superficie del vino esposta all’aria e il suo volume.
Luigi Buonanno, di Berkmann, ha offerto un’altra prospettiva, osservando che spesso si ricorre alla decantazione quando non è davvero necessaria, talvolta più per la spettacolarità del servizio che per un effettivo miglioramento del vino.
La guida e l’app DoctorWine
The Essential Guide to Italian Wine 2027 è disponibile sul sito DoctorWine. Avevo già recensito l’edizione 2026 e continuo a considerarla una risorsa interessante per scoprire produttori e vini italiani.
Tra le novità che accompagnano l’ultima edizione c’è l’app gratuita DoctorWine, che permette di cercare vini e cantine, rendendo la guida molto più pratica da consultare. Una funzione interessante è l’avatar dello stesso DoctorWine, basato sull’intelligenza artificiale e progettato per rispondere a domande sul vino italiano. Naturalmente ho voluto provarlo.
L’app funziona in inglese, ma purtroppo, pur avendo selezionato questa lingua nelle impostazioni dell’intelligenza artificiale, non sono riuscito a ottenere risposte in inglese dall’avatar di DoctorWine. Mi auguro che questo aspetto venga migliorato, perché l’idea è interessante e potrebbe rendere la guida ancora più utile.
Dopo quattro anni consecutivi di partecipazione alla degustazione londinese di The Essential Guide to Italian Wine, continuo a considerarla uno degli appuntamenti di punta del calendario dedicato al vino italiano. A renderla particolarmente piacevole è la combinazione di vini eccezionali, vitigni meno conosciuti e possibilità di imparare direttamente da Daniele Cernilli.




