Nelle nostre intenzioni, i premi speciali che assegniamo sulla Guida Essenziale servono a fare luce sullo stato della nostra vitivinicoltura. Portiamo quindi sotto la lente vini, aziende, persone e progetti che ci hanno particolarmente colpito per qualità, capacità, creatività e che vogliamo evidenziare per sottolinearne il ruolo propulsivo nei confronti di tutto il movimento vinicolo.
Partiamo quindi dai nostri migliori vini per categoria.
Premi ai vini: rosso, bianco, rosato
Il Vino Rosso dell’Anno è il Toscana Guardiavigna 2022 di Podere Forte, un Cabernet Franc in purezza proveniente da un singolo vigneto a oltre 500 metri di altitudine in Val d’Orcia. Un rosso di grande personalità, capace di coniugare profondità, eleganza e una forte impronta territoriale, figlio di una viticoltura biologica e biodinamica particolarmente rigorosa.
Per il Vino Bianco dell’Anno ci spostiamo in Friuli Venezia Giulia, con il Friuli Colli Orientali Bianco Riserva Tricûr 2020 di Monviert. Un vino molto originale e dalla forte personalità che ci ha colpito per la sua complessità e il suo approccio tecnico e organolettico di stile quasi alsaziano, che dimostra quanto i grandi bianchi friulani possano acquisire espressività con il tempo.
Il Vino Rosato dell’Anno arriva invece dalla Murgia barese ed è il Puglia Gioia Rosa 2025 di Terrecarsiche, ottenuto da Primitivo con Aleatico. Un rosato fragrante e immediato, ma tutt’altro che banale, in cui profumi floreali e fruttati si accompagnano a un sorso sottile, teso e salino. Una bella interpretazione contemporanea della vocazione mediterranea della regione.
Premi ai vini: spumante e dolce
Il premio per il Vino Vivace dell’Anno va a uno dei nomi simbolo della spumantistica lombarda: è il Franciacorta Riserva Dosaggio Zero Annamaria Clementi 2017 di Ca’ del Bosco. È la cuvée più prestigiosa dell’azienda, prodotta solo nelle annate migliori con uve provenienti da numerosi vigneti biologici e affinata mediamente per otto anni sui lieviti. Un Franciacorta di straordinaria complessità e precisione, nel quale il dosaggio zero contribuisce a esaltare purezza e integrità.
Per il Vino Dolce dell’Anno scendiamo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, a Saracena, per premiare il Calabra Passito Luigi Viola Saracena 2021 di Cantine Viola. Qui siamo di fronte non soltanto a un grande vino, ma anche al recupero di una tradizione che rischiava di scomparire. È stato Luigi Viola a riportare in vita l’antico Moscato di Saracena, salvaguardando un metodo produttivo tramandato oralmente per generazioni e trasformandolo in uno dei vini dolci più originali d’Italia.
Premi ai vini: esordio vincente, miglior rapporto qualità/prezzo, qualità diffusa
L’Esordio Vincente, dedicato a un vino che si presenta per la prima volta sul mercato ottenendo subito un risultato di grande rilievo, va al Trentodoc Riserva Blanc de Blancs Montis Arcentarie 2017 di Moncalisse. Non solo il vino è una novità, ma è la cantina stessa ad esordire, sebbene la proprietà sia ben nota agli appassionati: si tratta della famiglia altoatesina Walch. Questo spumante nasce da Chardonnay di vecchie vigne coltivate in una parcella di appena un ettaro a 560 metri di altitudine e trascorre 80 mesi sui lieviti. Un debutto ambizioso, ma soprattutto convincente, per eleganza, profondità e tensione minerale.
E veniamo a uno dei premi più cari al pubblico, quello per il Miglior Rapporto Qualità/Prezzo, che quest’anno va all’Orvieto Classico 2025 di Bigi. Un bianco fresco, equilibrato, immediatamente piacevole e rappresentativo della denominazione, proposto a prezzo estremamente accessibile: 5 euro. È proprio questa capacità di offrire un vino ben fatto, territoriale e facilmente reperibile a un costo contenuto a renderlo un esempio particolarmente centrato del significato di questo riconoscimento.
Il premio per la Qualità Diffusa va invece al Verona Palazzo della Torre 2023 di Allegrini. È una delle etichette più conosciute della storica azienda veronese e uno dei vini che ne hanno maggiormente sostenuto l’affermazione internazionale. Prodotto attraverso una particolare tecnica che prevede l’assemblaggio del vino ottenuto dalle uve fresche con quello derivato dalle uve appassite, unisce struttura, ricchezza, equilibrio e piacevolezza. Soprattutto, riesce a mantenere un elevato livello qualitativo su numeri produttivi importanti e con una presenza capillare sui mercati.
Premi alle aziende
La Cantina dell’Anno è Tua Rita, una realtà nata nel 1984 a Suvereto da Rita Tua e Virgilio Bisti e diventata nel tempo uno dei nomi di riferimento della vitivinicoltura toscana. Da una piccola proprietà è cresciuta fino a raggiungere una dimensione internazionale, senza perdere quella cura quasi artigianale dei dettagli e quel forte legame con il territorio che ne hanno determinato il successo. I vini presentati quest’anno sono stati semplicemente sbalorditivi.
Il Produttore Emergente è invece Tenute Gregu, giovane realtà della Gallura che sta conquistando rapidamente attenzione grazie a vini fortemente legati ai suoli granitici e al clima del nord-est della Sardegna. Il Vermentino di Gallura rappresenta il cuore della produzione, condotta con un approccio artigianale e attento alla sostenibilità, alla ricerca di freschezza, sapidità ed eleganza. Una realtà ancora relativamente giovane, ma già dotata di una precisa identità.
Il Premio Cooperazione va ad ArnaldoRivera di Terre del Barolo. È una linea che rappresenta in modo esemplare quanto una cooperativa possa raggiungere alti vertici qualitativi quando riesce a valorizzare con precisione i singoli territori e il lavoro dei propri soci. Il nome rende omaggio ad Arnaldo Rivera, che nel 1958 fondò Terre del Barolo con una visione basata sulla solidarietà rurale e sulla tutela dei viticoltori. Oggi quella stessa eredità trova espressione nella linea dedicata ai grandi cru delle Langhe e del Barolo.
Per la Vitienologia Sostenibile abbiamo scelto la Cantina Castello di Torre in Pietra, nel Lazio. L’azienda coltiva biologicamente i propri vigneti fin dall’inizio degli anni Duemila ed è certificata biologica, con una filosofia che punta alla riduzione degli interventi, all’esclusione di diserbanti e pesticidi di sintesi e a un uso contenuto dell’anidride solforosa. Una scelta ormai consolidata, inserita in un progetto più ampio di rispetto e valorizzazione di un territorio storico della campagna romana.
Premi alle persone
Per il premio Winemaker dell’Anno abbiamo scelto, eccezionalmente, due nomi: Tonino Guzzo e Alessandro Cellai. Due professionisti con percorsi differenti, accomunati però dalla capacità di incidere profondamente sulla crescita delle aziende con cui collaborano. Guzzo è da molti anni protagonista della rinascita qualitativa siciliana, particolarmente impegnato nella valorizzazione dei vitigni autoctoni, dal Catarratto al Nero d’Avola. Cellai guida invece da decenni la parte enologica del gruppo Domini Castellare e non solo, seguendo realtà diverse tra Toscana e Sicilia e contribuendo alla nascita di progetti di grande prestigio. Due modi diversi di interpretare il mestiere dell’enologo, entrambi caratterizzati da competenza, continuità e capacità di leggere il territorio.
Il premio Una Vita per il Vino incorona Donatella Cinelli Colombini, una delle figure che maggiormente hanno contribuito a cambiare il mondo del vino italiano negli ultimi decenni. Produttrice a Montalcino e a Trequanda, è stata soprattutto una pioniera dell’enoturismo: nel 1993 ha fondato il Movimento del Turismo del Vino e ideato Cantine Aperte, iniziativa che ha avuto un ruolo decisivo nell’avvicinare il grande pubblico alle aziende vitivinicole. A questo si aggiungono l’impegno nelle Donne del Vino, nell’insegnamento e nella promozione del territorio. Una carriera che va ben oltre la sola produzione di vino.
A fare idealmente da contraltare a questo riconoscimento c’è il premio Next Generation, dedicato ai giovani che stanno assumendo ruoli sempre più importanti nelle aziende familiari. Quest’anno va a Giulia Cataldi Madonna, quarta generazione della storica azienda di Ofena, in Abruzzo, di cui è diventata titolare dopo la recente scomparsa del padre Luigi. Un passaggio generazionale obbligato che porta avanti il lavoro avviato dalla famiglia nel 1920 e sviluppato dal padre con un’attenzione particolare alla valorizzazione della viticoltura di montagna e dei vitigni tradizionali abruzzesi.
Il Progetto Qualità, l’Etichetta più bella e Passione Enoturismo
Per il Premio Progetto Qualità abbiamo scelto Signorvino, un format che negli anni è riuscito a creare un punto d’incontro originale tra enoteca, ristorazione e divulgazione. Con una selezione di oltre 1.500 etichette e una rete di locali in continua espansione, Signorvino ha contribuito a rendere il vino italiano più accessibile a un pubblico ampio, mantenendo al centro la selezione dei produttori, il racconto dei territori e il rapporto tra qualità e convenienza. Un progetto commerciale, certo, ma con una forte componente di diffusione della cultura del vino.
Il premio per l’Etichetta più Bella va all’Alto Adige Appius 2021 di San Michele Appiano. Appius è un progetto particolare anche dal punto di vista dell’immagine: ogni annata è diversa e viene presentata con una veste specifica, coerente con l’idea di un vino che cambia a ogni vendemmia pur mantenendo una precisa identità. L’edizione 2021 interpreta bene questa filosofia, con un’etichetta di forte impatto visivo, elegante e immediatamente riconoscibile.
Concludiamo con il premio Passione Enoturismo, che quest’anno va a Tenuta Santa Caterina, in Piemonte. Nel cuore del Monferrato, l’azienda ha costruito un progetto in cui vino, territorio, accoglienza e sostenibilità convivono in modo organico. La valorizzazione di vitigni storici come Grignolino e Freisa si accompagna a una proposta di ospitalità capace di raccontare la cultura e il paesaggio monferrini. Un esempio di come l’enoturismo possa diventare parte integrante dell’identità di una cantina e non un semplice servizio accessorio.
Non dimentichiamo, però, la selezione dei vini da monovitigno, che vi abbiamo presentato ieri. Fra loro ci sono alcuni fra i pilastri della qualità enologica del nostro Paese.
I premi speciali in sintesi
- ROSSO Toscana Guardiavigna 2022 Podere Forte, Toscana
- BIANCO Friuli Colli Orientali Bianco Riserva Tricûr 2020 Monviert, Friuli Venezia Giulia
- ROSATO Puglia Rosato Gioia Rosa 2025 Terrecarsiche, Puglia
- VIVACE Franciacorta Riserva Dosaggio Zero Annamaria Clementi 2017 Ca’ del Bosco, Lombardia
- DOLCE Calabria Passito Luigi Viola Saracena 2021 Cantine Viola, Calabria
- ESORDIO VINCENTE Trentodoc Riserva Blanc de Blancs Montis Arcentarie 2017 Moncalisse, Trentino
- MIGLIOR RAPPORTO QUALITÀ /PREZZO Orvieto Classico 2025 Bigi, Umbria
- QUALITÀ DIFFUSA Verona Palazzo della Torre 2023 Allegrini, Veneto
- CANTINA DELL’ANNO Tua Rita, Toscana
- PRODUTTORE EMERGENTE Tenute Gregu, Sardegna
- PREMIO COOPERAZIONE ArnaldoRivera di Terre del Barolo, Piemonte
- VITIENOLOGIA SOSTENIBILE Cantina Castello di Torre in Pietra, Lazio
- WINE MAKER Tonino Guzzo e Alessandro Cellai
- UNA VITA PER VINO Donatella Cinelli Colombini
- NEXT GENERATION Giulia Cataldi Madonna
- PROGETTO QUALITÀ Signorvino
- ETICHETTA PIÙ BELLA Alto Adige Appius 2021 San Michele Appiano, Alto Adige
- PASSIONE ENOTURISMO Tenuta Santa Caterina, Piemonte
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