Una verticale dedicata alle nuove Riserva di Torre Rosazza diventa l’occasione per approfondire il potenziale dei Colli Orientali del Friuli e la capacità di Pinot Grigio e Friulano di sfidare il tempo. Un percorso tra territorio, vitigni e annate che mette al centro la ricerca della qualità attraverso una conoscenza sempre più precisa del vigneto.
Nell’universo delle Tenute del Leone Alato spicca in Friuli Venezia Giulia la realtà di Torre Rosazza. Ho partecipato a una verticale molto interessante dedicata alla sua Doc di riferimento, quella dei Colli Orientali del Friuli. Nome evocativo e significativo sia per la tipologia di vini che l’azienda produce sia per la filosofia che ci sta dietro. Definita dall’enologo Casati una perla enologica, Torre Rosazza si trova in collina, con vigneti incastonati tra le Prealpi Giulie e le brezze adriatiche. I suoli sono tra i più rappresentativi fatti di argille, Ponca e stratificazioni.
Il clima qui è decisamente continentale, le estati sono calde e siccitose, gli inverni freddi e umidi La Ponca favorisce il drenaggio pur mantenendo una buona riserva idrica, consentendo alle radici di scendere in profondità. Il territorio collinare ha intrinseche due caratteristiche che mi piace sempre ricordare: altitudine variabile e diverse esposizioni. A maggior ragione qui dove i vigneti sono terrazzati.
Un territorio caldo, ma con caratteristiche ideali anche per vitigni a bacca bianca, non a caso protagonisti della degustazione a cui ho partecipato. Pinot Grigio, se vogliamo quello dal carattere più internazionale, e Friulano, bandiera del territorio, storicamente identificato con il territorio friulano e per decenni uno dei bianchi italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo. La notorietà del vino subisce una brusca frenata dopo l’obbligo di abbandonare il nome Tocai a favore di Friulano. Ma il vitigno, Tocai Friulano, è sempre lo stesso con le sue caratteristiche peculiari. Nonostante tutto, continua a raccontarsi e a raccontare il territorio tramite riconoscibilità e longevità, caratteristiche favorite dalle condizioni in cui cresce.
Conoscere il territorio

Questi Colli Orientali sembrano essere proprio il segreto del successo. Solo una conoscenza approfondita del territorio consente di individuare le parcelle più vocate alla coltivazione del Pinot Grigio, che predilige suoli più freddi, di fondo valle e ampiamente argillosi. O ideali per il Tocai Friulano, che invece ama il sole e il caldo, disposto sui terrazzamenti, i caratteristici “ronchi”. Probabilmente anche grazie all’aver trovato una casa ideale entrambi i vitigni hanno sprigionato il loro vero carattere sotto forma di naturale attitudine alla longevità.
Per assecondare questa caratteristica non scontata e quasi ricercata, nascono le versioni riserva. Friuli Colli Orientali Pinot Grigio Riserva Bandaros e Friuli Colli Orientali Friulano Riserva Masiero.
Verticali di finezza e di tempo

Il titolo della verticale fu decisamente evocativo. Finezza e valore del tempo. Una tipologia di vino che non solo racconta il potenziale di evoluzione e invecchiamento, ma anche un’occasione per i vitigni di esprimersi al meglio. La mia chiave di lettura ha visto il Pinot Grigio pronto a tirar fuori tutta la sua indole internazionale, molto più sensibile all’annata. Mentre il Tocai Friulano si racconta come quello maggiormente caratterizzato dal territorio. Una materia prima più influenzata da suolo e clima. Lo conferma anche Riccardo Cotarella, al fianco di Giovanni Casati e Torre Rosazza.
La versione Riserva, per la quale sono previsti almeno due anni in cantina a partire dal novembre dell’anno della vendemmia, fa da amplificatore di queste caratteristiche.
Con le sue Riserva, Torre Rosazza dichiara la sua presa di consapevolezza nei confronti della materia prima uva e del territorio. Due vini, due Riserva, che sono veri amplificatori di pregi, ma attenzione, anche di potenziali difetti. Una scelta che non ammette errori, del resto assumersi il rischio è il solo e unico modo per puntare a sfiorare e infine toccare con mano la qualità senza compromessi.
Le annate
Sfumature inevitabili a parte date dai vitigni, ci sono state delle similitudini nelle annate assaggiate. Rispettivamente 2023, 2022, 2021 per Pinot Grigio e Friulano Riserva. 2024, 2022 e 2018 per il Pinot Grigio d’annata, e 2023, 2019, 2018 per Friulano d’annata.
Parlando di Riserva, entrambi i vitigni nell’annata 2021 si sono raccontati potenti, anche in alcolicità ma pur sempre annata equilibrata e armonica. 2023 sicuramente l’interpretazione più centrata e contemporanea, con ottimi profumi nitidi e persistenti e una struttura che preannuncia evoluzione. Discorso a parte per la 2022, leggermente fuori dagli schemi, con una tendenza più balsamica. Quasi a sottolineare che nel 2022 a dominare su tutto fu l’annata e non il vitigno.
Sfumature, certamente, ma significative di quello che non è solo un prodotto ma un vero e proprio progetto che nasce in vigneto e arriva sulle tavole anche dopo lunghi affinamenti in cantina.

Friuli Colli Orientali Pinot Grigio Riserva Bandaros 2023 (anteprima)
Punteggio: 94/100
Prezzo indicativo: € 25,00
100% Pinot Grigio. Criomacerazione prefermentativa. Cemento. Bianco carta dai riflessi brillanti. Al naso frutta agrumata con note di pesca e pera. Al palato molto salato, con un’acidità vibrante e fragrante. Il finale amaricante lascia un palato pulito e tensione finale. La nota di pompelmo è persistete, ingentilita da una rotondità calibrata.
Friuli Colli Orientali Friulano Riserva Masiero 2023 (anteprima)
Punteggio: 95/100
Prezzo indicativo: € 25,00
100% Tocai Friulano. Criomacerazione prefermentativa. Acciaio, tonneau e cemento. Giallo paglia con riflessi verdi. Il naso è fruttato, con note di nespola e spezia gialle. Palato con tensione sapida, gusto secco e persistente. Leggere note di idrocarburo che iniziano a rivelarsi.





