È morto a 97 anni Vittorio Frescobaldi, figura centrale della viticoltura italiana del secondo Novecento. Alla guida della storica azienda di famiglia ne accompagnò la modernizzazione e la crescita sui mercati internazionali, contribuendo all’affermazione dei grandi vini della Toscana nel mondo.
È morto nella notte Vittorio Frescobaldi, uno dei protagonisti della storia recente del vino italiano. Nato a Firenze il 30 novembre 1928, aveva 97 anni. Laureato in Agraria nel 1953, iniziò a occuparsi delle proprietà agricole di famiglia ancora prima di terminare gli studi, lavorando al fianco del padre Lamberto e assumendone poi la responsabilità.
La modernizzazione dell’azienda
A partire dagli anni Sessanta Vittorio Frescobaldi fu tra gli artefici della trasformazione dell’antica realtà agricola familiare in una moderna impresa vitivinicola. Furono impiantati nuovi vigneti, costruite cantine, organizzata una rete commerciale in Italia e all’estero. Con una scelta precisa a favore della produzione di vini di qualità e della valorizzazione delle diverse tenute.
Nel 1980, con la trasformazione di Marchesi de’ Frescobaldi in società per azioni, ne divenne presidente. Durante la sua gestione il gruppo consolidò la presenza nei principali territori toscani. Da Nipozzano nel Chianti Rufina a Pomino, fino a Montalcino, dove nel 1989 arrivò CastelGiocondo.
L’incontro con Robert Mondavi
Uno dei passaggi più significativi della sua attività imprenditoriale fu il rapporto con Robert Mondavi. Nel 1995 i due firmarono l’accordo per la joint venture che diede vita a Luce della Vite, progetto nato a Montalcino dall’incontro tra Sangiovese e Merlot e dalla volontà di mettere in dialogo la cultura enologica toscana con quella californiana.
La collaborazione con Mondavi portò successivamente anche all’acquisizione di Tenuta dell’Ornellaia nel 2002. Nel 2006 Vittorio Frescobaldi costituì Tenute di Toscana, che riuniva CastelGiocondo, Luce della Vite e Ornellaia.
Una vita nel mondo agricolo
Nominato Cavaliere del Lavoro nel 1977, Vittorio Frescobaldi ricoprì anche incarichi nel mondo agricolo. Dal 1986 al 1990 fu vicepresidente di Confagricoltura e nel 2004 divenne presidente del Gruppo Toscano dei Cavalieri del Lavoro.
Nel 2007 lasciò la presidenza operativa di Marchesi de’ Frescobaldi, rimanendo nel consiglio di amministrazione e assumendo il ruolo di presidente onorario della holding di famiglia. La guida dell’azienda è passata poi alla generazione successiva, con il figlio Lamberto Frescobaldi alla presidenza di Marchesi Frescobaldi dal 2013.
Con Vittorio Frescobaldi scompare uno degli imprenditori che hanno accompagnato il vino italiano nel passaggio da un’agricoltura ancora in larga parte tradizionale a un settore moderno, orientato alla qualità e capace di confrontarsi con i mercati internazionali. Un percorso che, nel suo caso, è coinciso in larga misura con la crescita della Toscana tra le regioni simbolo del vino mondiale.




