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Bianco toscano? C’è il Vermentino

Vino bianco toscana, vendemmia vermentino maremma

Abbiamo ricevuto da Luca Pollini, direttore del Consorzio Maremma Toscana, un interessante approfondimento inerente all’editoriale di Stefania Vinciguerra dedicato al progetto di studio di un vino bianco toscano “identitario”. Lo pubblichiamo volentieri.

Ciao Stefania,

ho letto con interesse il tuo articolo “La Toscana avrà il suo grande vino bianco?” pubblicato qualche giorno fa, e trovo che l’argomento trattato sia di grandissima attualità anche per una regione “rossa” come la Toscana.

La crescita del Vermentino

Grappolo VermentinoIl Consorzio Maremma Toscana, come ben sai, ha già intrapreso in qualche modo quella direzione cercando di valorizzare nel miglior modo possibile quello che è diventato il secondo vitigno più coltivato in Maremma, ovvero il Vermentino, pertanto non possiamo che apprezzare la tua giusta riflessione sullo spazio che potranno avere in futuro i vini bianchi anche in Toscana.
In Maremma la strada è già segnata: il Vermentino è la prima tipologia più imbottigliata della Denominazione e rappresenta quasi il 32% dell’intera produzione a Doc. Ma tutta la costa toscana sta puntando su questa varietà anche se con numeri decisamente inferiori ai nostri. In ogni caso, da Luni a Capalbio, lungo tutta la fascia tirrenica, la strada verso la ricerca di un vino bianco rappresentativo sembra già tracciata.

Le mie perplessità nascono se penso alla parte predominante della Regione, in termini di ettari vitati, dove le varietà a bacca nera (in primis, ovviamente, il Sangiovese) sono di gran lunga le più diffuse, e la ricerca e sperimentazione, negli anni, si è concentrata per lo più proprio su quei vitigni, in particolare sul Sangiovese, tralasciando quasi totalmente le varietà bianche.

A mio avviso per capire meglio il percorso da intraprendere bisogna conoscere la situazione attuale, e per questo sono senz’altro di aiuto i numeri.

Capire grazie ai dati

In Toscana ci sono 59.200 ettari vitati iscritti allo schedario (depurati di tutti gli ettari destinati al vivaismo e alla sperimentazione), di questi 50.792 sono occupati da varietà a bacca nera (il Sangiovese ne occupa ben 34.789 e la seconda varietà, sempre a bacca nera, è il Merlot con 5.050 ha), mentre le varietà a bacca bianca occupano solo 8.408 ha (pari al 14,20% del vigneto regionale). Di questa superficie “bianca”, la prima varietà è il Vermentino con 2.242 ha che ha scavalcato, proprio nel 2026, il Trebbiano toscano, fermo a 2.130 ha. Poi seguono, ben distanziati, Chardonnay (852 ha) e Vernaccia di San Gimignano (771 ha), mentre la Malvasia bianca lunga (altrimenti nota come Malvasia del Chianti) oggi occupa 443 ha e il Viognier (ultima varietà a bacca bianca con oltre 300 ha) si attesta a 336 ettari vitati.

Forse se vogliamo provare a fare qualche riflessione bisogna partire da questi numeri. Anche nella Toscana interna bisogna scommettere sul Vermentino? Oppure è meglio puntare sul “recupero” di una varietà tradizionale della regione come il Trebbiano toscano? Sinceramente non ho certezze in tal senso. Posso solo dire che una delle varietà a bacca bianca autoctone toscane che la ricerca ha recuperato iscrivendola allo schedario e autorizzandone la coltivazione a partire dal 2008, ovvero l’Orpicchio, a mio avviso tra le più interessanti, non arriva a 8 ettari vitati…

La situazione della Maremma

Per concludere, solo un cenno alla situazione maremmana che è un po’ diversa dal resto della Regione. Su 9.481 ettari vitati, le varietà a bacca bianca occupano 2.226 ha (23,48%) mentre quelle a bacca nera 7.255 ha (76,52%). In provincia di Grosseto, però, il Vermentino, con 1.122 ha, è la seconda varietà più coltivata dietro il Sangiovese (3.824 ha), ma in 20 anni (nel confronto tra il 2006 e il 2026) è cresciuto del 713% mentre il Sangiovese solo dell’8%, quindi nei prossimi anni sicuramente la distanza tra i due vitigni si assottiglierà sempre più, e penso che cresceranno anche altre varietà a bacca bianca come Ansonica e Viognier. Per cui credo proprio che la Maremma diventerà sempre più una terra di vini bianchi.

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