A Fieno, tra terrazzamenti vulcanici e sentieri percorsi a piedi o a dorso di mulo, Antiche Cantine Migliaccio custodisce la viticoltura eroica dell’isola e ne traduce il carattere mediterraneo nel bicchiere.
Chi conosce Ponza pensa subito al mare. È inevitabile: basta arrivare al porto per capire perché sia considerata una delle isole più belle del Tirreno.
Esiste però una Ponza meno conosciuta, lontana dalle cale e dalle barche, che continua a vivere sulle terrazze della località Fieno. È qui che si trovano i vigneti di Antiche Cantine Migliaccio, da molti anni punto di riferimento della viticoltura isolana.
Siamo ospiti di Emanuele Vittorio, ottantaseienne, e Luciana Sabino, ottantenne, proprietari dell’azienda, e di Vincenzo Mercurio, l’enologo che li affianca ormai da molti anni. Emanuele e Luciana sono una coppia affiatatissima, persone di grande cordialità con le quali è piacevole trascorrere del tempo. Tra loro e Vincenzo si percepisce immediatamente un rapporto che va ben oltre la collaborazione professionale: stima, amicizia e una visione condivisa del vino, sempre orientata al rispetto del territorio.
La sera dell’arrivo degustiamo insieme i vini dell’azienda. È un momento prezioso quanto la visita ai vigneti del giorno seguente. Ascoltare Emanuele, Luciana e Vincenzo raccontare Ponza, la sua viticoltura e i loro vini permette infatti di entrare subito nello spirito dell’azienda.
La strada per Fieno
La mattina successiva la sveglia suona alle cinque. È il modo migliore per affrontare la salita verso Fieno prima che il sole renda il percorso molto più impegnativo.
Per raggiungere Fieno non esistono automobili né strade carrabili.
Si cammina per circa quaranta minuti lungo un sentiero che richiede scarpe adatte e un minimo di allenamento. Chi lavora questi vigneti affronta questo percorso ogni giorno, all’andata e al ritorno. Quando è necessario trasportare materiali pesanti, ci si affida ancora ai muli.
È un particolare che racconta più di tante parole cosa significhi coltivare la vite in questo luogo.
Poi il sentiero si apre e il paesaggio ripaga abbondantemente della fatica.
Davanti agli occhi si spalanca un piccolo angolo di paradiso. I terrazzamenti si susseguono lungo il pendio, sostenuti da antichi muri a secco costruiti pietra dopo pietra. In molti punti la roccia vulcanica affiora tra le viti. La montagna precipita verso il mare e il Mediterraneo accompagna costantemente questi vigneti.
Persino dal mare questo luogo non è facile da raggiungere. Non esistono approdi sicuri o punti di attracco “istituzionali”. La località Fieno sembra quasi voler difendere la propria bellezza, concedendosi soltanto a chi è disposto a guadagnarsela.
Il mare dentro il vigneto
Raggiunti i vigneti, Vincenzo Mercurio ci guida tra le terrazze, illustrandoci il lavoro che svolge durante l’anno e il suo approccio produttivo. Ogni scelta, sia in vigneto sia in cantina, nasce dal rispetto per questo luogo straordinario e dalla volontà di conservarne intatta l’identità.
Non è il classico vigneto con vista sul mare. Qui il mare fa parte del vigneto.
La luce riflessa dall’acqua, la ventilazione continua, il sole, il suolo vulcanico e l’ambiente mediterraneo accompagnano la vite durante tutto il ciclo vegetativo. Passeggiando tra questi filari si comprende quanto il luogo contribuisca alla personalità dei vini.
E questo si ritrova puntualmente nel bicchiere. Sono vini che parlano del mare. Non è una frase a effetto né una suggestione romantica. Dopo averli degustati più volte negli anni e aver finalmente visitato Fieno, la sensazione è ancora più netta: raccontano il Mediterraneo con una naturalezza sorprendente.
I vitigni campani di Ponza
Ponza appartiene amministrativamente al Lazio, provincia di Latina, ma dal punto di vista viticolo rappresenta un caso unico. Insieme alla vicina Ventotene beneficia infatti di una particolare deroga che consente la coltivazione dei tradizionali vitigni campani, non ammessi nel resto della regione. È una conseguenza della storia dell’isola e dei suoi profondi legami con Ischia e con la Campania.
Qui trovano così spazio Biancolella, Forastera, Piedirosso e Aglianico, varietà che in questo ambiente esprimono una personalità molto precisa.
L’Igt Fieno di Ponza, ottenuto da Biancolella e Forastera, è probabilmente il vino che meglio interpreta questo straordinario anfiteatro naturale. Ha profondità, tensione, una straordinaria bevibilità e un’identità mediterranea che rappresenta il filo conduttore dell’intera produzione aziendale.
Il Biancolella di Ponza, vinificato in purezza, punta maggiormente sull’immediatezza espressiva del vitigno, mantenendo quella freschezza e quella sapidità che rappresentano uno dei tratti distintivi dell’intera produzione aziendale.
Molto convincente anche il Rosato Fieno di Ponza, ottenuto da Piedirosso, che unisce carattere, equilibrio e una personalità decisamente originale.
La produzione comprende anche il Rosso Fieno di Ponza, realizzato in quantità davvero limitatissime, che conferma le potenzialità di questo piccolo vigneto affacciato sul Mediterraneo.
Il Mediterraneo nel bicchiere
Conoscevo i vini di Antiche Cantine Migliaccio già da diversi anni, li avevamo valutati molto positivamente nelle precedenti edizioni della nostra Guida Essenziale ai Vini d’Italia. La visita ai vigneti di Fieno mi ha semplicemente aiutato a comprendere ancora meglio il profondo legame tra quei vini e il luogo da cui nascono.
C’è infine un aspetto che merita di essere sottolineato. Tutti i vini degustati sono proposti a un prezzo di circa 35 euro in enoteca. Considerando la qualità che esprimono, le quantità necessariamente limitate e le oggettive difficoltà di una viticoltura come quella di Fieno, il rapporto qualità-prezzo è favorevole.
Antiche Cantine Migliaccio rappresenta oggi una realtà praticamente unica sull’isola di Ponza. Non soltanto perché continua a coltivare vigneti straordinari, ma perché da quei vigneti riesce a ottenere vini che consideriamo, ormai da anni, tra le eccellenze dell’enologia italiana.













