È morto tragicamente a 74 anni Gino Magnabosco, figura storica del vino di Soave e anima dell’azienda di famiglia Monte Tondo. Ha perso la vita mentre lavorava nei suoi vigneti a Cazzano di Tramigna, in un incidente con il trattore. Una vita trascorsa tra la terra, la cantina e la famiglia.
Il mondo del vino veronese piange Gino Magnabosco, storico titolare di Monte Tondo, azienda di Soave alla quale ha dedicato gran parte della sua vita. Magnabosco è morto sabato 19 settembre, a 74 anni, in un incidente agricolo avvenuto in località Campiano, nel comune di Cazzano di Tramigna.
Era al lavoro nei vigneti quando il trattore sul quale si trovava è uscito dalla strada sterrata ed è precipitato in una scarpata. I soccorsi del Suem 118 si sono rivelati inutili. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti dei Carabinieri e degli ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera.
Una vita per Monte Tondo
La storia di Gino Magnabosco coincide in larga parte con quella moderna di Monte Tondo. L’azienda aveva mosso i primi passi all’inizio degli anni Settanta, quando Aldo Magnabosco acquistò tre ettari di vigneto coltivati a Garganega ai piedi del Monte Tondo. Alla fine dello stesso decennio entrò in azienda Gino, seconda generaziaone della famiglia, imprimendo una svolta all’attività con la costruzione di una cantina più grande e tecnologicamente avanzata.
Negli anni l’azienda è cresciuta, consolidando la propria presenza nelle colline di Soave e successivamente nella zona di Cazzano di Tramigna. Tra il 1985 e il 2015 la famiglia ha acquisito vigneti in alcune delle aree più vocate dei due comuni. A metà degli anni Novanta è arrivata anche la generazione successiva, con i figli Stefania, Luca e Marta, oggi impegnati nell’attività di famiglia.
Magnabosco era soprattutto un vignaiolo. La stessa azienda lo ha sempre descritto come un uomo che seguiva personalmente, passo dopo passo, vigneti e vini. Il suo nome è rimasto strettamente legato al Soave e in particolare a cru aziendali come Casette Foscarin e Foscarin Slavinus, nati dai vigneti del Monte Foscarino, su terreni di origine basaltica e forti pendenze.
Il ricordo della famiglia
È stata la stessa famiglia ad annunciare sui social la scomparsa, scegliendo una fotografia di Gino tra le vigne e l’uva appena raccolta. Nel messaggio lo ha definito «papà, marito, nonno e anima della nostra famiglia e della nostra azienda», ricordando una vita dedicata alla famiglia, alla terra e al vino e i valori del lavoro, della semplicità e dell’amore per il territorio che ha trasmesso ai figli. Monte Tondo ha sospeso l’attività in segno di lutto.
Magnabosco lascia la moglie, i figli Marta, Stefania e Luca e i nipoti. Ai familiari e a tutta la squadra di Monte Tondo va il cordoglio della redazione di DoctorWine.




