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Pommard e Volnay, due anime della Côte de Beaune

Pommard e Volnay Domaine de Montille

Così vicini, così diversi: l’eleganza quasi “fatata” di Volnay e la trama più potente e austera di Pommard raccontano due interpretazioni del Pinot Noir separate da pochi chilometri. Parola del nostro esperto Marco Manzoli, alias Vinogodi.

Così simili, così diversi. Pur contigui, Volnay e Pommard, al netto dell’interpretazione dei vigneron, danno spesso risultati organolettici molto diversi. Lontano da facili generalizzazioni, a Volnay il Pinot Noir si esprime con eleganza, struttura non imponente e grande finezza. Già nel Settecento veniva chiamato “vino delle dame”, proprio per la sua fatata leggerezza. A Pommard, apparentemente di contro, nascono vini più “virili”, dalla trama tannica importante, quasi austeri. Direi che “nebbioleggiano”.

La dolce Volnay

La storia viticola di Volnay è legata nei secoli a diversi ordini e istituzioni religiose. In particolare, alla valorizzazione del territorio operata dai Cistercensi nel XIV secolo. Geologicamente il sottosuolo è formato soprattutto da calcari e marne; i vigneti si distendono sui versanti della Côte de Beaune, con pendenze collinari molto dolci che non superano i 280 metri su livello del mare.
Oggi l’appellation conta 29 climat classificati Premier Cru, per quasi 144 ettari: differenze di esposizione e suolo che, insieme alla mano dei vigneron, si riflettono con notevole precisione nei vini.

Pommard, la forza e il tempo

Le origini della storia vinicola di Pommard si perdono nell’alba dei tempi: anche il nome pare risalga all’impero romano: viene infatti tradizionalmente ricondotto a Pommareum, “luogo dei frutti”, o a Pomona, dea romana dei frutti. Lo sviluppo viticolo fu legato anche agli ordini monastici, soprattutto Benedettini.
Oggi su un totale di 125 ettari sono 28 i climat classificati Premier Cru, alcuni ammantati di un’aura quasi mitica per qualità. Riconosciuti per una potenza quasi inusuale nel Pinot Noir, i migliori Pommard hanno capacità di invecchiamento fra le più spiccate dell’intera Borgogna, grazie agli elementi strutturali che li caratterizzano.

Volnay 1er Cru Les Champans 2001 Domaine de MontilleVolnay 1er Cru Les Champans 2001 Domaine de Montille

Faccino DoctorWinePunteggio: 96/100
Prezzo indicativo: € 130

100% Pinot Noir. In pièces di rovere; vinificazione tradizionale con importante quota di grappolo intero.
Rosso chiaro con sfumature granate. I profumi sono ancestrali: funghi di bosco nobili, fragoline di rovo, gelatine di frutta.  La bocca è vellutata, rotonda, ampia ma elegantissima.

Hubert De Montille è diventato un mito in Borgogna dopo il film Mondovino, come “testimonial” della grande tradizione contadina borgognona in contrapposizione ai grandi numeri quasi “industriali” di altre zone. Tradizionalista come i suoi eredi odierni, ha impostato i vini sugli spartiti della grande tradizione e grande longevità. Champans è uno dei cru più vasti di Volnay. 

Pommard 1er Cru Le Clos des Boucherottes Monopole 2020 Domaine Coste-CaumartinPommard 1er Cru Le Clos des Boucherottes Monopole 2020 Domaine Coste-Caumartin

Punteggio: 93/100
Prezzo indicativo: € 65

100% Pinot Noir. In rovere.
Rosso intenso con riflessi viola. Al naso frutti neri freschi, more e mirtilli, con una discreta dose minerale senza disdegnare la vena vegetale. La bocca è severa, con tannini robusti e di buona intensità palatale; il retronaso resta fruttato.

Pommard 1er Cru Les Epenots 2015 Lucien Le MoinePommard 1er Cru Les Epenots 2015 Lucien Le Moine

Punteggio: 94/100
Prezzo indicativo: € 195

100% Pinot Noir da terreno argilloso-calcareo. Lungo élevage in pièces di rovere.
Rosso rubino di bella intensità e luminosità. Al naso si esprimono note fruttate di sottobosco, spezie decise, agrifoglio e confettura di lamponi. La bocca è pregna di energica forza, con tannini di buona fittezza, ben dosati e supportati da fresca acidità.

Pommard 1er Cru 2000 Domaine de MontillePommard 1er Cru 2000 Domaine de Montille

Faccino DoctorWinePunteggio: 95/100
Prezzo indicativo: € 130

100% Pinot Noir. In pièces di rovere.
Rosso chiarissimo con riflessi aranciati. Al naso un alito di sottobosco, foglie caduche, finferli, gelatina di lamponi, leggerissimo tabacco biondo e note balsamiche. In bocca impressiona per freschezza ancora viva e suadenza del sorso, con tannini di finezza unica e austera dimensione.

Questa cuvée è indicata nelle liste storiche semplicemente come Pommard 1er Cru.

Pommard Les Vaumuriens 2010 Domaine Coche-DuryPommard Les Vaumuriens 2010 Domaine Coche-Dury

Faccino DoctorWinePunteggio: 96/100
Prezzo indicativo: € 300

100% Pinot Noir. In fûts di rovere.
Ancora rosso fuoco, pur nella grande trasparenza e nella concentrazione non eccessiva. I profumi sono straordinariamente floreali, glicine e papavero, e si distendono su confettura di amarene e cacao. La bocca è intensa, di ottima forza espressiva, con tannini fini ma ben distribuiti.

Il super artigiano dello Chardonnay incanta anche con questo rosso. 

Pommard 1er Cru Clos des Epeneaux Monopole 2006 Comte ArmandPommard 1er Cru Clos des Epeneaux Monopole 2006 Comte Armand

Faccino DoctorWinePunteggio: 96/100
Prezzo indicativo: € 110

100% Pinot Noir. Circa 18-24 mesi in pièces di rovere, con una quota di legno nuovo che può arrivare al 30%.
Rosso ancora vivo, con solo qualche nuance granata. I profumi sono eterei, anche se non intensissimi, ma diventano più complessi con l’ossigenazione su note di confettura di more e lamponi, una leggera scorza di arancia sanguinella e sfumature minerali. La bocca è avvolta da una sensazione setosa, con tannini fittissimi ma finissimi, mai disturbanti. Persistenza notevole.

La rusticità, da giovane, del Pommard ha come contraltare una grandissima eleganza dopo anni di invecchiamento, come nel caso di questo raro e prezioso monopole dello specialista Comte Armand

Pommard Les Vignots 2001 Domaine LeroyPommard Les Vignots 2001 Domaine Leroy

Faccino DoctorWinePunteggio: 97/100
Prezzo indicativo: € 2.600

100% Pinot Noir. Élevage in legno; nel 2001 il Domaine imbottigliò già a fine agosto per preservare freschezza e purezza del frutto.
Rosso relativamente carico con nuance aranciate. Il naso è pervaso da sensazioni balsamiche e di incenso, marchio di fabbrica di Madame Lalou Bize-Leroy, con sfumature di basilico, erbe officinali e fragoline di bosco. La bocca è suadente e carezzevole, vellutata, in equilibrio con un’energica acidità. Persistenza impressionante.

Nasce da un piccolo appezzamento di circa 1,25 ettari, quindi la quantità prodotta è modestissima e la reperibilità rara.

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