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Dietro le quinte degli eventi del vino: il lavoro invisibile

Degustazioni di vino set up DoctorWine a Milano

Centinaia di cantine, migliaia di appassionati, vini, calici e sale da allestire: dietro tutti gli eventi del vino c’è un lavoro che il pubblico vede solo in parte. Le tre presentazioni della Guida Essenziale offrono lo spunto per raccontarlo e riflettere sul ruolo degli incontri dal vivo in una fase difficile per il mondo del vino.

Ottobre e in parte novembre sono i mesi nei quali gli eventi del vino sono più abbondanti, almeno in Italia. Presentazioni delle guide, partendo da DoctorWine, poi Slow Food, Gambero Rosso e via via quelle di Ais, Fis, Veronelli. Quindi il Merano Wine Festival, la Milano Wine Week, la Fivi, e chi ne ha più ne metta. 

Molti tra i lettori di DoctorWine partecipano a uno o più di questi eventi. Non so quanti però si pongano il problema, magari solo per curiosità, di cosa ci sia dietro le quinte. Come, insomma, queste manifestazioni sono organizzate, quanto lavoro ci vuole, quali i problemi legati a una logistica talvolta così complessa. 

Tre città, una macchina organizzativa complessa

Noi di DoctorWine abbiamo organizzato tre presentazioni della nostra Guida Essenziale. La prima a Milano il 3 ottobre, la seconda a Roma il 10 ottobre, la terza a Londra il 21 dello stesso mese. Abbiamo avuto la partecipazione di circa 300 cantine che portavano almeno tre vini ciascuna, con tutte le bottiglie da movimentare. Sono arrivate circa 2.500 persone, alle quali è stato fornito un bicchiere, dato del cibo, dell’acqua e tutto ciò che serviva. Qualcuno ha acquistato la guida, che quindi ci doveva materialmente essere, altri hanno scaricato gratuitamente l’app, molti si sono iscritti alla nostra newsletter. 

Il lavoro che il pubblico non vede

Fisar Milano Duomo
Fisar Milano Duomo

Ci hanno aiutato, oltre allo staff di DoctorWine che continuo a ringraziare per l’impegno e l’autentica abnegazione, ben 150 sommelier della Fisar che sono stati bravissimi. A due ore dall’apertura della degustazione sembrava impensabile che riuscissimo a fare tutto. Sale con cartoni aperti in giro, allestimenti ancora in fieri, una specie di girone dantesco. 

Moltiplicate questo lavoro per il numero delle manifestazioni e vi renderete conto di quali macchine organizzative si sono mosse. Tutto per il mondo del vino, che non si può “vivere” solo in modo virtuale. 

Fisar Roma e Castelli Romani Delegazione Storica
Fisar Roma e Castelli Romani Delegazione Storica

Rimettere il vino al centro 

Questi eventi servono per rimettere il vino al centro dell’interesse degli appassionati, dei professionisti, della stampa specializzata e non. In un momento, oltretutto, nel quale l’immagine complessiva del comparto vitivinicolo non sta attraversando il suo momento migliore. 

Serviranno? Riusciranno a migliorare, anche di poco, la situazione? Personalmente credo di sì. Per un mese si è parlato, si parla e si parlerà di vino. C’è stata per migliaia di persone la possibilità di assaggiare vini che raramente si riescono a degustare altrove. Sono rari o costosi o poco conosciuti. 

Perciò tutte le manifestazioni contribuiscono a divulgare presso un pubblico interessato la realtà dei migliori vini italiani. E dietro tutto questo c’è impegno, un mare di lavoro di centinaia e centinaia di persone che buttano il cuore al di là dell’ostacolo e senza le quali nulla sarebbe possibile.

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