La quinta edizione del bianco multivintage di Pasqua conferma un progetto fuori dagli schemi che ha ridefinito linguaggio, identità e ambizioni del vino contemporaneo. Tra sperimentazione, arte e nuove collaborazioni, la “House of the Unconventional” continua a spingere oltre i confini. Ce ne parla Sissi Baratella.
Hey French, il vino bianco di Pasqua che ha fatto della provocazione una cifra stilistica, arriva alla sua V edizione. The House of the Unconventional continua a sorprendere, ma ormai questo progetto – Hey French! You could have made this but you didn’t, con etichetta iconica firmata CB Hoyo – è una certezza.
Il multivintage come scelta identitaria

Nato nel 2013, è un vino multi vintage che ha aperto la strada a una nuova generazione di prodotti capaci di superare i confini della tradizione, spesso – senza mancare di rispetto a nessuno – senza far rimpiangere le denominazioni.
L’idea era chiara: uscire dal paradigma dei grandi rossi con un bianco di rottura. Non bastava però cambiare colore; serviva un progetto radicale. Da qui la scelta (e la sperimentazione) del multivintage. Questa pratica non è del tutto estranea alla normativa (i nostri disciplinari prevedono già che il vino di annata si possa rinfrescare con un 15% di altre vendemmie), ma qui portata coraggiosamente all’estremo con l’abbandono volontario di Doc e Igt.
L’edizione V: equilibrio e visione futura
Hey French nelle sue cinque edizioni ha visto dunque cambiare le annate al suo interno e, con le versioni più recenti, anche le percentuali di uve. L’edizione V è composta da 80% Garganega, 10% Sauvignon e 10% Pinot Bianco. Ma anche nel multi verso del non convenzionale certe scelte sono imprescindibili. Centrale resta la scelta del vigneto: Monte Calvarina, suoli neri, pendenze marcate, 600 metri di altitudine.
Le cinque edizioni non hanno nulla da invidiare l’una all’altra. Ogni edizione ha mostrato personalità e capacità evolutiva. Le più recenti si distinguono per un profilo più teso, fresco ed elegante. La V unisce 2020, 2022, 2019, 2018, 2024 e 2015, introducendo anche un cambio di approccio: dal 2019 per la prima volta le varietà vengono ammostate insieme.
Dal vino all’arte: il progetto culturale

Il progetto si estende oltre il vino. Riccardo Pasqua, AD, e la sua famiglia rafforzano il legame con Verona attraverso una nuova iniziativa di mecenatismo culturale legata all’Estate Teatrale presso il Teatro Romano, luogo iconico e punto di riferimento per i veronesi e un pubblico internazionale appassionato di spettacoli, musica e teatro.
A urlare a gran voce questa collaborazione un’installazione di forte impatto visivo (il punto migliore per apprezzarla è da Ponte Pietra) firmata CB Hoyo sulle ringhiere del teatro. La cantina rafforza così il proprio impegno a sostegno dell’arte e della cultura, concentrando nuovi investimenti sulla città.
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Nuove sfide: arriva il rosso internazionale

Le novità per The House of the Unconventional però non finiscono qui. Presentato a Vinitaly 2026, nasce un rosso multivintage. 100% Pinot Nero, coltivato a 600 metri al confine più ad est della Valpolicella, Quattro mani nasce dalla collaborazione con Charles Smith, winemaker di Washington State. Due mondi e due modi di concepire il vino che si uniscono in qualcosa che non è mai esistito prima. Il tutto supervisionato dall’enologo della Famiglia Pasqua, già artefice di Hey French, Carlo Olivari.
Un progetto che soddisfa a tutti i livelli. Vigneto vocato, barbatelle selezionate, un modo di concepire il vino tra l’eleganza del savoir faire italiano e la potenza e la pienezza del frutto, tratti distintivi e tipici del fare vino oltre oceano. (Pasqua è divenuta dal 2025 distributore esclusivo globale dei brand House of Smith)
Anche la comunicazione digital e le etichette seguono la stessa linea senza compromessi: bianco e nero, brutali e sinuose allo stesso tempo. La prima edizione vede l’unione di 2018, 2022, 2023 e 2025. Utilizzo di tonneau e barrique, tostature leggere e rovere francese.
Questo nuovo progetto unisce vecchio e nuovo mondo. Abbatte barriere e pregiudizi e invita a un approccio più libero al vino, centrato sul piacere e sull’immaginazione. A dir poco entusiasmante, the House of the Unconventional è un progetto sempre più concreto e da cui prendere ispirazione. Per così dire, qualcosa che avreste potuto fare voi, ma non avete fatto.
Hey French, You Could Have Made This But You Didn’t, Bianco Multivintage, Edizione V, Pasqua Vigneti e Cantine
Punteggio: 94/100
Prezzo medio: € 30,00
80% Garganega, 10% Sauvignon, 10% Pinot Bianco. Matura in legno, con svolgimento parziale della malolattica (20%).
Giallo oro vivo e brillante. Teso e vibrante con note di agrume candito, foglia di limone e leggere sfumature vegetali, con accenni di lampone. Al palato è salino, dinamico e persistente, con ritorni di limone, bergamotto, nespola e chiusura su note di salvia e mentuccia.



