L’Associazione Produttori del Nizza diventa ufficialmente Consorzio di tutela. Il riconoscimento ministeriale apre una nuova fase per la denominazione simbolo della Barbera del Monferrato: rafforzare la presenza sui mercati internazionali, puntando anche su Mga, tutela e ricerca.
l Nizza Docg compie un passo decisivo nel proprio percorso di crescita. Con il decreto del Ministero dell’Agricoltura del 22 giugno 2026, è stato infatti riconosciuto ufficialmente il Consorzio del Nizza Docg , che raccoglie l’eredità dell’Associazione Produttori del Nizza, fondata nel 2002, assumendo il ruolo di organismo di tutela della denominazione.
Il riconoscimento arriva dopo il raggiungimento dei requisiti di rappresentatività previsti dalla normativa e consente al nuovo Consorzio di esercitare anche le funzioni erga omnes, estendendo cioè le attività di tutela, promozione e valorizzazione all’intera denominazione e non soltanto alle aziende associate.
Dall’associazione al Consorzio
La storia del Nizza Docg è relativamente recente ma caratterizzata da una crescita costante. Il progetto prende forma nel 2000 con il riconoscimento della sottozona Nizza all’interno della Barbera d’Asti Superiore.
Due anni più tardi nasce l’Associazione Produttori del Nizza, che si pone l’obiettivo di ottenere una denominazione autonoma.
La svolta arriva nel 2014 con la nascita della Nizza Docg , accompagnata dall’introduzione delle tipologie Riserva e Vigna, mentre oggi il passaggio a Consorzio rappresenta il naturale sviluppo di un percorso costruito sulla valorizzazione della Barbera in purezza prodotta nei 18 comuni dell’areale.
Un milione di bottiglie e 40 mercati
I numeri confermano la solidità della denominazione. Nel 2025 sono state vendute circa un milione di bottiglie, con oltre 180 etichette in commercio, un giro d’affari stimato in circa 30 milioni di euro e un export che rappresenta il 55% della produzione, concentrato soprattutto nel canale Ho.Re.Ca. Il Nizza Docg è oggi presente in oltre 40 mercati internazionali, con particolare diffusione in Svizzera, Nord Europa, Regno Unito e Nord America.
Il nuovo Consorzio riunisce 97 aziende, tutte impegnate nella valorizzazione di un vino ottenuto esclusivamente da Barbera, con rese contenute e disciplinare rigoroso: almeno 18 mesi di affinamento per il Nizza e 30 mesi per la Riserva, dei quali rispettivamente 6 e 12 in legno.

Gli obiettivi: crescita, Mga e ricerca
Alla presidenza è stato confermato Stefano Chiarlo, affiancato dai vicepresidenti Gianni Bertolino e Daniele Chiappone. «Il nostro primo obiettivo sarà quello di preservare lo spirito che ha sempre contraddistinto l’Associazione Produttori del Nizza. Non essere soltanto un ente di tutela della denominazione, ma un luogo di confronto e di crescita per i produttori e uno strumento di valorizzazione dell’intero territorio e di tutti gli attori che ne fanno parte».
Tra i progetti già annunciati figurano
- l’introduzione delle Mga (Menzioni Geografiche Aggiuntive) nel disciplinare,
- il contrasto ai fenomeni speculativi sul mercato,
- collaborazioni con altre denominazioni di riferimento e attività di sperimentazione per affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
Un percorso sostenuto anche dalla mappatura dei vigneti avviata nel 2018 insieme ad Alessandro Masnaghetti, destinata a definire le future unità geografiche della denominazione.
Le prospettive produttive restano ampie. Secondo il Consorzio sono ancora disponibili circa 720 ettari potenzialmente rivendicabili, che significano una produzione fino a 4,5 milioni di bottiglie, mantenendo il focus sulla qualità e sull’identità territoriale.






