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Cilento, il vino tra radici contadine e nuove cantine

Cilento Il Colle del Corsicano

Dalle famiglie storiche alle nuove imprese, la viticoltura cilentana si rinnova tra costa ed entroterra. Aglianico e Fiano restano protagonisti, affiancati dalle varietà locali e da interpretazioni diverse del territorio. Un percorso che intreccia recupero dei vigneti, ricerca enologica e accoglienza, raccontato anche attraverso nove vini.

Il Cilento, fra Paestum e il golfo di Policastro, custodisce una viticoltura frammentata, con vigneti che si alternano a ulivi, fichi e macchia mediterranea. Qui convivono la memoria contadina, le piccole produzioni destinate al consumo locale e il lavoro delle aziende che hanno investito nella qualità e nella riconoscibilità dei vini.

Più che due mondi separati, sono momenti della stessa storia: il passaggio da un’agricoltura prevalentemente familiare a una viticoltura capace di rivolgersi anche fuori dai confini del territorio.

Le famiglie storiche e il rinnovamento

Tra le famiglie che hanno mantenuto viva questa tradizione ci sono i Rotolo di Rutino: il primo vigneto fu impiantato nel 1938 dal capostipite Alfonso. Alle generazioni successive si deve l’evoluzione dell’azienda, dalle vendite di vino sfuso a una produzione fondata su competenze enologiche e commerciali moderne. 

Negli anni Novanta, i Viticoltori De Conciliis hanno contribuito al rinnovamento del panorama cilentano, lavorando sulle potenzialità delle uve locali. Anche Luigi Maffini ha dato visibilità ai vini della zona, dimostrando che il Cilento poteva confrontarsi con un mercato sempre più attento alla qualità.

A queste esperienze si è affiancata San Salvatore 1988, il cui progetto agricolo ha preso forma nel 2004, con un’impostazione orientata al biologico e alla tutela della biodiversità. Storie differenti, accomunate dalla scelta di investire nella viticoltura cilentana. 

Una storia agricola da rileggere

Il rapporto del Cilento con la vite appartiene alla storia mediterranea degli scambi e delle conoscenze agricole. Nelle comunità rurali, però, il vino è stato soprattutto parte della quotidianità: le cantine, chiamate «vottari», e i vigneti associati ad altre colture raccontano un’agricoltura legata alle esigenze delle famiglie.

Varietà, terreni e consuetudini di lavorazione cambiavano da un paese all’altro. Recuperare le vecchie vigne e studiare le uve tradizionali significa quindi conoscere meglio questo patrimonio e capire quale contributo possa dare alla produzione contemporanea.

Il vino cilentano e la sua identità

Accanto alle aziende familiari operano nuove imprese che recuperano vigneti o realizzano nuovi impianti, anche grazie a investimenti di produttori provenienti da altre zone della Campania. Mare, altitudini, esposizioni e suoli offrono condizioni di coltivazione diverse: più che un’unica interpretazione enologica, il Cilento esprime una pluralità di vini, legati alle caratteristiche dei singoli luoghi.

Aglianico e Fiano tra costa ed entroterra

Aglianico e Fiano occupano un posto centrale nel vigneto cilentano. Accanto a loro si coltivano, tra gli altri, Piedirosso, Barbera, Greco, Falanghina e Malvasia bianca, oltre ad alcune varietà internazionali. Una parte particolarmente interessante riguarda le varietà locali meno conosciute, alcune delle quali sono state oggetto di iniziative di recupero e valorizzazione. Queste uve meno diffuse rappresentano una risorsa per differenziare le produzioni e rafforzare il legame tra i vini e il comprensorio da cui provengono.

La diversità non riguarda soltanto le uve. Come detto, cercare un solo modello per tutto il Cilento sarebbe riduttivo.

Un riferimento comune è la Cilento Doc, riconosciuta nel 1989, che comprende le tipologie rosso, rosato, bianco, Fiano e Aglianico. La sua area di produzione non coincide con l’intero territorio geografico cilentano; a raccontarne la varietà contribuiscono anche i vini a indicazione geografica. 

Vigneti da recuperare e cantine da visitare

Il rinnovamento si intreccia con il futuro delle aree rurali, segnate dall’emigrazione e dall’abbandono di parte delle attività agricole. Recuperare un vigneto può significare rimettere in produzione terreni trascurati e dare continuità a un’esperienza familiare. In questo quadro si inseriscono i giovani imprenditori e i nuovi investimenti, insieme a una maggiore attenzione alla gestione delle risorse naturali.

Anche l’enoturismo offre un’opportunità: visite in cantina, degustazioni e percorsi tra le vigne possono affiancare il mare, i borghi e i siti archeologici. Il vino diventa così un modo per conoscere il paesaggio agricolo, insieme alla cucina locale e all’olio extravergine d’oliva.

È su questi aspetti concreti — cura dei vigneti, qualità dei vini e accoglienza — che il Cilento può consolidare la propria presenza nel panorama enologico campano.

Nove vini da conoscere, in ordine di degustazione

Spumante Metodo Classico Brut Rosé 2020 TredanieleSpumante Metodo Classico Brut Rosé 2020 Tredaniele

Punteggio: 91/100
Prezzo medio: € 45,00

100% Pinot Nero. Metodo classico, 12 mesi sui lieviti.
Rosa cipria, con perlage fitto. Ricchi profumi di piccoli frutti neri, cedro e bergamotto. Il sorso è cremoso, fresco e salino, con una lunga chiusura fruttata.

Cilento Fiano Vignolella 2025 Cantine BaroneCilento Fiano Vignolella 2025 Cantine Barone

Qualità PrezzoPunteggio: 91/100
Prezzo medio: € 11,00

100% Fiano. Acciaio.
Giallo paglierino scarico. Profumi di erbe aromatiche e frutta gialla. Il sorso è fresco, snello e agrumato, con un finale persistente.

Paestum Bianco Tresinus 2025 Azienda Agricola San GiovanniPaestum Bianco Tresinus 2025 Azienda Agricola San Giovanni

Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 23,00

100% Fiano. Acciaio.
Giallo paglierino. Profumi di albicocca, fico e ginestra. Al palato è fresco e strutturato, con una spiccata sapidità e un buon equilibrio. Coerenti i richiami aromatici al palato per un’ottima corrispondenza tra naso e bocca.

Cilento Fiano Licosa 2024 Il Colle del CorsicanoCilento Fiano Licosa 2024 Il Colle del Corsicano

Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 22

100% Fiano, da uve coltivate a Punta Licosa. Acciaio.
Giallo paglierino. Profumi di fiori bianchi, pesca e melone. Il sorso è teso e fresco, con un finale persistente che richiama la macchia mediterranea.

Paestum Bianco Lapazio 2024 Francesca FiascoPaestum Bianco Lapazio 2024 Francesca Fiasco

Punteggio: 93/100
Prezzo medio: € 35,00

40% Falanghina, 40% Fiano, 10% Coda di Volpe, 10% altre varietà autoctone. Il 50% in tonneau di rovere francese.
Giallo dorato. Profumi di frutta gialla matura e macchia mediterranea. Il sorso è ampio, teso e persistente.

Paestum Fiano Antece 2022 Viticoltori De ConciliisPaestum Fiano Antece 2022 Viticoltori De Conciliis

Punteggio: 92/100
Prezzo medio: € 25,00

100% Fiano. Macerazione in anfora per circa 6 mesi.
Giallo dorato intenso con lievi sfumature ambrate. I profumi dominanti richiamano la macchia mediterranea, la terra bagnata e la buccia di agrumi. Al palato è ampio, fresco e salmastro, con buona persistenza. Un orange wine molto espressivo. 

Paestum Rosato Vetere 2025 San SalvatorePaestum Rosato Vetere 2025 San Salvatore

Faccino DoctorWineQualità PrezzoPunteggio: 95/100
Prezzo medio: € 15,00 QP

100% Aglianico. Acciaio.
Rosa chiaro. Al naso è fragrante, fruttato e molto nitido, con note di ribes, pompelmo rosa e melagrana. Al palato è teso, scattante e fresco, con una deliziosa bevibilità. Fine e di adeguata persistenza.

Cilento Rosso Dellemore 2022 CasebiancheCilento Rosso Dellemore 2022 Casebianche

Qualità PrezzoPunteggio: 93/100
Prezzo medio: € 18,00 

65% Aglianico, 20% Barbera da una vigna di oltre cinquant’anni, 15% Piedirosso. 12-18 mesi in barrique di rovere francese.
Rosso granato. Al naso esprime note di frutta rossa, macchia mediterranea e sfumature affumicate. Il palato è ampio e salino, con tannini morbidi e una chiusura lunga.

Cilento Aglianico Cenito 2022 Luigi MaffiniCilento Aglianico Cenito 2022 Luigi Maffini

Punteggio: 93/100
Prezzo medio: € 37,00

100% Aglianico. Barrique di rovere per 12 mesi.
Rosso rubino intenso. Spettro aromatico di frutta nera, ribes, spezie e tabacco. Il sorso è pieno, denso e avvolgente, con una trama tannica in via di risoluzione. Fresco e persistente.

PRODUTTORI

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