Continua il punto di Riccardo Viscardi sui due vitigni siciliani più conosciuti: ieri abbiamo visto il Catarratto, oggi è la volta del Grillo.
Potremmo dire padre (o madre) e figlio, visto che il Grillo è un vitigno creato “a tavolino” alla fine dell’Ottocento con un incrocio tra Catarratto e Zibibbo. C’è chi dice che in realtà un simile incrocio si era già creato naturalmente nelle vigne, chi invece sia convinto che il merito è tutto del Barone Antonio Mendola. In fondo, poco importa. Quel che conta è che il vitigno c’è, è ben radicato in Sicilia e offre vini molto buoni.
Il Grillo moderno
Il Grillo ha avuto un percorso diverso rispetto a quello del Catarratto che abbiamo visto ieri e la sua rivoluzione parte da più lontano grazie alle felici intuizioni di due enologi, uno siciliano, Tonino Guzzo, e uno umbro, Riccardo Cotarella, che hanno applicato tecniche e conoscenze derivanti da studi dell’università di Bordeaux sul Sauvignon. Questo è stato possibile perché hanno intuito, indipendentemente l’uno dall’altro, che il Grillo ha dei precursori aromatici della stessa famiglia odorosa del Sauvignon. Bisognava solo esaltarli in vigna, estrarli senza rovinarli in vinificazione e stabilizzarli nel vino. Un percorso non semplice evidentemente.
I due vini che hanno lanciato questa nuova interpretazione del vitigno sono stati il Gorghi Tondi Kheirè del 2006 seguito dal Baglio del Cristo di Campobello Lalùci dal 2009. Questo ha portato un’attenzione maggiore verso il vitigno che è cresciuto anche nei consensi del pubblico. Purtroppo il nuovo approccio era piuttosto complesso e chi ha cercato di scopiazzare ha avuto tante spiacevoli sorprese con vini mediocri. Nonostante tutto, la prima reazione davanti al crescente interesse verso il vitigno è stata quella di piantare più vigneti e non consolidare la qualità creando una maggiore richiesta. Manovra speculativa che ha portato a un deprezzamento delle uve.

Ma la storia del Grillo non è finita, questa nuova conoscenza ha dato anche a chi non la segue totalmente la possibilità di avere un colore in più sulla tavolozza del vino che ne deriva, dando più libertà per perlustrare suoli e stili aziendali. Ad oggi la bellezza del Grillo è la sua duttilità dandoci lo spaccato di un vitigno meraviglioso e dal multiforme aspetto, quasi camaleontico. Un bel percorso di conoscenza può essere il seguente:
Vino Florio 2023 Florio
Punteggio: 95/100
Prezzo medio in enoteca: € 20,00
L’archetipo per cui Mendola inventò il Grillo. Oggi possiamo dire il Big Bang del vino naturale italiano (orange), prosaicamente la base tradizionale del Marsala pre British.
100% Grillo. 12 mesi in cemento. Ambra chiaro nel colore. Profumi tra frutta secca, accenni di frutta candita, macchia mediterranea, praline. Sapore elegante, salato e solare, asciutto e avvolgente dal grande finale.
Sicilia Grillo Mozia Fondazione Whitaker 2024 Tasca d’Almerita
Punteggio: 94/100
Prezzo medio in enoteca: € 25,00
Dalla colonia Fenicia dell’isola di Mozia, nello Stagnone di Marsala, un Grillo “marino”.
100% Grillo. Acciaio 8 mesi sui lieviti. Giallo paglia. Nitido al naso su macchia mediterranea, ginestra, zagare, mandorla e prugna gialla. Bocca sapida e ampia con la trama fitta e un tocco quasi tannico che accompagna una beva solare e sontuosa.
Sicilia Grillo Riserva Zahara 2023 Casa Grazia
Punteggio: 96/100
Prezzo medio in enoteca: € 25,00
Da Gela, Caltanissetta, un’azienda giovane, dinamica con un approccio al Grillo che qui prevede un leggero passaggio in legno per una parte del prodotto.
100% Grillo. 16 mesi in acciaio sui lieviti. Giallo paglierino con riflessi verdolini. Olfatto intrigante tra fiori d’arancio, pesca, sottili erbe di campo, un cenno agrumato, salvia e una piacevole nota mentolata. Una trama solare, rilassata, di ottima freschezza e grande beva con un finale persistente e avvolgente.
Sicilia Grillo della Timpa 2023 Feudo Montoni
Punteggio: 94/100
Prezzo medio in enoteca: € 13,50
Da Cammarata, Agrigento, ma in quota abbiamo Grillo dal profilo agile e scattante.
100% Grillo. 6 mesi in cemento sulle fecce nobili. Giallo paglierino con riflessi verdini. Intenso, limone, pesca bianca, nespola, fiori gialli, erbe aromatiche, bosco invernale. Trama leggera, snella, nervosa, sapida e scattante; finale saporito e dritto.
Sicilia Grillo LaLùci 2024 Baglio del Cristo di Campobello
Punteggio: 96/100
Prezzo medio in enoteca: € 19,00
Da Campobello di Licata, Agrigento, e da terreni accecanti deriva un riferimento della new age.
100% Grillo. Acciaio sui lieviti 6 mesi. Paglierino scarico con riflessi verdi. Cedro, frutto della passione, nespola, macchia mediterranea e finocchietto selvatico. Trama equilibrata, sapida, fresca e saporita, con la progressione agile e costruttiva di grandissima classe. Finale avvincente per persistenza e verticalità.




