Focus, tra oggi e domani, su due grandi vitigni bianchi siciliani: Catarratto e Grillo. Due vitigni molto amati e molto diffusi, che grazie alle nuove conoscenze, stanno crescendo rapidamente in qualità. Le riflessioni di Riccardo Viscardi.
Sicilia en Primeur è una bellissima manifestazione che permette di conoscere luoghi e aziende poco conosciute della Trinacria. Poi nelle degustazioni finali si possono fare focus personali sui vitigni o su areali che interessano.
Da qualche anno ritengo che il fenomeno più interessante siciliano sia quello che coinvolge due vitigni bianchi, autoctoni e per molto tempo dimenticati. Uno era considerato il brutto anatroccolo, o se preferite lo sfortunato Paperino, l’altro pativa il declino del Marsala di cui era il componente fondamentale. Mi riferisco al Catarratto, per il quale è in atto la “geniale” proposta di rinominarlo Lucido, e al Grillo, frutto dell’ingegno e del genio del Barone Antonio Mendola che incrociando Zibibbo e Catarratto lo inventò verso il 1870. Quindi i due vitigni sono anche parenti ma questa è un’altra storia fitta di misteri.
Il Catarratto

Il Catarratto è anche il vitigno più diffuso in Sicilia, spesso snobbato se non per le capacità produttive, che raramente veniva imbottigliato in purezza. Partiamo quindi dal Catarratto e continuando con la metafora fumettistica, potremmo dire che da Paperino si è trasformato in Paperinik. Ma andiamo per gradi. Era un vitigno incompreso e quindi fatto male.
Essendo tipico della Sicilia occidentale (sebbene ce ne sia anche sull’Etna), è nella zona di Monreale, sotto Palermo, che ha trovato un habitat perfetto e anche produttori che lo hanno coccolato, compreso ed esaltato nelle sue caratteristiche nascoste. Nascoste perché solo la scienza e la conoscenza permette di estrarle e far risplendere la perla dentro la brutta conchiglia. In questa zona (Doc Monreale), che lo ha eletto a vitigno principe bianco, si esalta. Alte acidità mai isolate, buone note olfattive solari ma fresche e una grande sensibilità al terreno di origine fa sì che le versioni possano essere varie ma unite da un genius loci importante.
Tra i grandi interpreti, ne annoveriamo tre in questa zona e un terzo appena fuori: Alessandro di Camporeale con la versione proveniente dalla collina di Mandranova, nella produzione una parte in tonneau; Feudo Disisa con Lu Bancu, solo acciaio, Gaetano Di Carlo Viticoltore con il Lù, anch’esso solo acciaio, e poi Castellucci Miano con lo Shiarà, ma l’azienda si trova nella Doc Valledolmo in contea di Sclafani (quasi a 1000 metri), anche in questo caso solo acciaio. Meravigliosa la differenza tra i quattro vini ma esaltante il carattere che li unisce, l’espressione del vitigno che viene declinata in base al luogo con Lu Bancu e Mandranova (stessa doc Monreale ma terreni diversi), il Lù, appena più a sud ovest, tutti leggermente più solari dello Shiarà.
Monreale Catarratto Lu Bancu 2024 Feudo Disisa
Punteggio: 96/100
Prezzo medio in enoteca: € 23,00
100% Catarratto lucido. Acciaio 8 mesi sui lieviti. Giallo verdino brillante. Olfatto intenso e nitido, frutto tropicale, nespola, floreale, erbe mediterranee. Trama affilata, saporita, intensa e solare, una progressione elegante ed esaustiva con un finale equilibrato, sapido e molto persistente.
Terre Siciliane Catarratto Lù 2023 Gaetano Di Carlo Viticoltore
Punteggio: 96/100
Prezzo medio in enoteca: € 20,00
100% Catarratto. Solo acciaio sui lieviti per 10 mesi. Giallo paglia intenso e brillante. Profumi nitidi e varietali, con note di agrumi gialli, fiori di campo, erba medica e lievi accenni di frutta esotica e di pietra focaia. Sapore teso, scattante, agile, succoso, fresco, elegante e di deliziosa bevibilità. Finale sottile e persistente.
Monreale Bianco Catarratto Vigna di Mandranova 2022 Alessandro di Camporeale
Punteggio: 95/100
Prezzo medio in enoteca: € 20,00
100% Catarratto. 12 mesi in acciaio, piccola parte in tonneau. Giallo paglierino. Naso agrumato e un pizzico fumé, note di mandorla fresca, fiori ed erbe di campo. Freschissimo, verticale e teso. Spalla acida significativa. Sale e limone. Sapidità lunghissima.
Monreale Bianco di Mortilli 2023 Case Alte
Punteggio: 94/100
Prezzo medio in enoteca: € 22,00
100% Catarratto. Acciaio e tonneau da 7 hl per 12 mesi. Giallo paglierino con riflessi verdolini. Complesso con lime, foglie di limone, citronella, note aromatiche, sentori di lavanda, salvia, rosmarino. Denso, citrino, buona vena acida, coda agrumata.
Sicilia Valledolmo Contea di Sclafani Bianco Riserva Shiarà 2023 Castellucci Miano
Punteggio: 95/100
Prezzo medio in enoteca: € 35,00
100% Catarratto. Acciaio sui lieviti per 18 mesi. Giallo paglierino con riflessi verdolini. Naso elegante di mela fresca, fiori bianchi, scorza di cedro, lime ed erbe di campo. Sorso scattante, con un’acidità importante che lo anima dall’inizio alla fine, una giusta consistenza, equilibrio e una chiusura lunghissima.




