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Ciao Carlin

Carlo (Carlin) Petrini, Gigi Piumatti, Daniele Cernilli, Stefano Bonilli

Il ricordo affettuoso di Daniele Cernilli per Carlo Petrini, “Carlin”, fondatore di Slow Food e figura decisiva della cultura enogastronomica mondiale: dagli inizi a Bra alla nascita di Arci Gola, dalla Guida Vini d’Italia a Terra Madre, fino a un’eredità fatta di etica, piacere e visione.

Così te ne sei andato anche tu Carlin.
Sapevo che stavi molto male e speravo che ce la facessi anche stavolta. Invece no. Avevi appena 77 anni. Ti avevo conosciuto nell’estate del 1982, ti aiutai a scaricare dei cartoni di vino da un furgone davanti all’enoteca Cavour 313 a Roma. All’epoca non esistevano né Arci Gola, né Slow Food e men che meno Terra Madre, che poi sarebbero state le tue creature. 

C’era già la Cooperativa I Tarocchi a Bra, che si occupava di organizzare gite scolastiche in Langa e distribuiva i vini di minuscoli produttori di Barolo, Elio Altare, Luciano Sandrone e Bartolo Mascarello. Le consegne le facevi personalmente con Gigi Piumatti, amico e complice, e quello fu il motivo del nostro incontro. La sera dopo, negli studi di Via Asiago dove conducevo un programma radiofonico che si chiamava “Viva il Vino” ti proposi di venire a farti intervistare e quella fu la prima delle migliaia di interviste che avresti avuto in futuro. 

Qualche anno più tardi, nel 1986, nacque Arci Gola e subito dopo il Gambero Rosso sul Manifesto, dove tu curasti tutta la parte dedicata ai prodotti alimentari. Contemporaneamente Stefano Bonilli, che conoscevi bene, ideava e dirigeva l’inserto, Edoardo Raspelli faceva recensioni di ristoranti ed io iniziavo a scrivere di vino con Sandro Sangiorgi. L’anno successivo, nella primavera del 1987 ci incontrammo nel giardino del ristorante Arcangelo di Bra, che avevate preso in gestione e che era ancora in ristrutturazione, e ci venne l’idea di proporre una Guida ai Vini d’Italia. A me quella di valutarli in bicchieri, così si evitava il punteggio in centesimi che per te era “troppo americano”. C’eri tu, Gigi Piumatti, Stefano Bonilli ed io. Il resto è cosa nota.

Il manifesto di Slow Food, con il “diritto al piacere” nel 1990. L’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo. I Presidi gastronomici.  Il “Buono, pulito e giusto“, le grandi convention in tutto il mondo, Terra Madre.  La collaborazione e l’amicizia che ci ha legato per quasi un quarto di secolo, con stima e affetto reciproci. Anche con discussioni e fiere litigate, come spesso si fa tra amici veri. Tu, poi, hai intrapreso una strada da visionario e da “maitre à penser” che tutti ti hanno riconosciuto. Hai avuto amici famosi e importanti, Papa Francesco, Re Carlo III, il Presidente del Brasile Lula, tanto per ricordarne qualcuno. Ti chiamavo scherzando “il Cardinal Petrini” e tu ci ridevi molto. 

Ci siamo sentiti abbastanza ma visti molto poco negli ultimi anni. Ora mi dispiace non averti incontrato di più. La tua scomparsa lascia davvero un grande vuoto e non solo a me. Hai inserito l’etica e la cultura nel mondo dell’enogastronomia e della produzione di cibo a livello mondiale. Un ruolo decisivo, insomma, che solo un uomo intelligente, onesto e sensibile come te poteva avere.

Ciao Carlin.

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