È morto oggi a Bordeaux, a 78 anni, Michel Rolland, figura centrale del vino internazionale degli ultimi decenni. Considerato il primo “flying winemaker”, ha costruito una carriera lunghissima come consulente, con incarichi in oltre 150 tenute in 14 Paesi e centinaia di aziende seguite attraverso il laboratorio Rolland & Associés di Pomerol.
Il contributo dell’enologo Michel Rolland ha inciso profondamente sull’evoluzione dello stile dei vini a livello globale, ridefinendo anche il ruolo dell’enologo, sempre più coinvolto nelle scelte strategiche delle aziende. Dalla Francia alle Americhe fino all’Italia, ha collaborato con numerose realtà di primo piano, tra cui Caprai a Montefalco e diverse aziende di Bolgheri legate alla famiglia Antinori come Ornellaia, Masseto e, più recentemente, Biserno e Tenuta del Nicchio.
Oltre al lavoro in vigna e in cantina, Rolland è stato anche un osservatore attento delle dinamiche del settore, spesso capace di leggere in anticipo le evoluzioni del gusto e del mercato. Un interlocutore diretto, con cui confrontarsi significava entrare nel merito delle trasformazioni del vino contemporaneo.
Con Michel Rolland se ne va una figura che ha segnato in modo profondo il modo di intendere e produrre il vino negli ultimi cinquant’anni.




