La sapidità della ricciola e la consistenza morbida della melanzana trovano equilibrio nella freschezza del Roma Bianco Vulc Num 2025 Tenimenti Leone. I pomodorini gialli richiamano le note di frutta gialla del vino senza eccedere in dolcezza, mentre il timo e la scorza di limone ne valorizzano i profumi agrumati e la spiccata salinità.
Ingredienti per 4 persone
- 4 filetti di ricciola da 180-200 g ciascuno, con la pelle
- 2 melanzane ovali grandi
- 300 g di pomodorini gialli
- 2 spicchi d’aglio
- 5-6 rametti di timo fresco
- 1 limone non trattato
- olio extravergine d’oliva
- sale
- pepe bianco
Preparazione
Incidere leggermente le melanzane e cuocerle direttamente sulla griglia oppure in forno a 220 °C fino a quando la polpa risulterà molto morbida e la buccia ben brunita.
Eliminare la buccia e frullare la polpa con 3 cucchiai di olio extravergine, sale, pepe bianco e qualche goccia di succo di limone, ottenendo una crema liscia e vellutata.
Disporre i pomodorini gialli in una teglia con gli spicchi d’aglio in camicia, qualche foglia di timo, un filo d’olio e un pizzico di sale. Cuocere a 150°C per circa 35-40 minuti, fino a quando risulteranno leggermente appassiti ma ancora succosi.
Asciugare bene i filetti di ricciola, salarli leggermente e rosolarli in una padella ben calda con un filo d’olio, iniziando dal lato della pelle. Cuocere per circa 4 minuti, quindi girare i filetti e proseguire la cottura per altri 2-3 minuti, mantenendo la carne morbida e succosa.
Impiattamento
Stendere sul fondo dei piatti la crema di melanzane, adagiarvi i filetti di ricciola e completare con i pomodorini gialli confit. Profumare con foglioline di timo fresco, una grattugiata di scorza di limone e un filo di olio extravergine a crudo.
Nel calice, scelto da Stefania Vinciguerra
Roma Bianco Vulc Num 2025 Tenimenti Leone
Giallo paglierino intenso, dai riflessi dorati. Naso di frutta gialla matura, albicocca, pera, nespola, con sottili note agrumate. Sorso profondo, coerente, fresco, quasi salato e dalla buona persistenza.
Zona di produzione: Lanuvio, sulle ultime propaggini del versante meridionale dei Colli Albani, Castelli Romani. Terreni di origine vulcanica, franco sabbioso-argillosi; altitudine dei vigneti 130 metri s.l.m.
Vitigni: 100% Bellone, coltivazione biologica, densità di impianto 4.300 ceppi per ettaro, resa per ettaro 90-100 quintali.
Vendemmia: raccolta manuale delle uve in cassette da 18 kg.
Processi produttivi: il mosto ottenuto con una pressatura soffice è stato sottoposto a una decantazione statica a freddo per favorire la naturale chiarifica. La fermentazione a temperatura controllata di 18 °C per 12 giorni è stata realizzata utilizzando lieviti selezionati varietali, al fine di esaltare al meglio il profilo aromatico del vitigno. Il vino affinato per 6 mesi sulle fecce fini in vasche di acciaio inox, è sottoposto ad una filtrazione blanda prima dell’imbottigliamento, al fine di preservarne struttura e persistenza gustativa.
Gradazione alcolica: 12.5% Vol
Temperatura di servizio: 8-10°C.
Abbinamenti consigliati: ottimo con crudi di mare, antipasti e primi di pesce, crostacei, pesci al forno o alla griglia, carni bianche, verdure estive e formaggi freschi o di media stagionatura.



